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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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PREZZO €
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440
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Ammirabili segreti di Alberto il Grande (Gli), (2003), pp. 132.
Sant’Alberto (1193 – 1280), monaco domenicano, fu detto “magnus” (il grande) per l’eccellenza del suo ingegno e per la fama derivata da una vita estremamente
intensa. Gli Ammirabili segreti, opera curiosissima a lui attribuita ma considerata apocrifa, è suddivisa in sei libri (1. Trattato della generazione; 2. Trattato delle erbe, delle
pietre, degli animali e delle meraviglie del mondo; 3. Trattato degli escrementi; 4. Trattato di fisiognomia; 5. Trattato dei giorni felici e disgraziati; 6. Commentari sulle febbri
maligne e contagiose). L’autore afferma di aver «letto e riletto gli antichi manoscritti e gli antichi libri e […] scoperto così gran numero di meraviglie. Nonostante, una
constatazione oltrepassa quasi i limiti dell’intelligenza: l’inclinazione dell’uomo per il soprannaturale e per le pratiche magiche. Riflettendo, [egli ha] dovuto convenire con Avicenna
che l’uomo ha in sé una certa potenza insita che lo rende capace d’influire sugli eventi e sulle persone, allorché odi o ami con eccesso. L’esperienza insegna che allorché una persona sia
dominata ciecamente da una passione, arresta o cangia, per così dire, il corso degli eventi in maniera conforme al suo desiderio. […] Ciò dimostra la giustezza dell’opinione popolare che
attribuisce ad eccesso di affetti gl’incantesimi e i sortilegi. Insomma tutto ciò che si considera meraviglioso, soprannaturale e che è conosciuto sotto il nome di magia, proviene dalla
volontà umana sorretta da alcuna influenza celeste in momenti determinati». Tuttavia, «…questi segreti sono, […] selezionati per non impressionare male quegli spiriti deboli e
rachitici che, o ammettono alla lettera quanto leggono, o disprezzano l’essenziale di un libro per attenersi a ciò che manca d’importanza».
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10,00
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436
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AA.VV:, Témoins et Témoignages. (2003), pp. 98. Convegno svoltosi a Parigi il 27 e 28 maggio 2001.
Sommario
- Les grands témoins de l’esprit et la révélation du sens de l’histoire
- La poétique du témoignage: la figure de Polycarpe
- Hiérarchie et tradition dans le soufisme
- Mystique et témoignage
- Une pratique méditative de l’histoire
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18,00
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333
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Ur et Krur (Introduction à la Magie), 1927-1928. Tutti gli scritti di A. Reghini. (1986), pp. 216, con
illustrazioni. |
24,50
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421
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Anonimo del XIII secolo, Tintinnabulum Naturae, ovvero fantasticherie di un essere a metà uomo e a metà animale,
figlio di una negra e di un orango. (In francese), Seguito da “Pensieri metafisici gettati nel turbine e da alcune poesie e citazioni fuggitive” da parte di un “solitario di Champagne”. Con gli studi di M. Benitez, A Mothu, A. Niderst e C. Porset.(2002) pp. 248, numerose illustrazioni.
Nonostante la loro brevità, i manoscritti recentemente scoperti del misterioso “solitario di Champagne”, filosofo clandestino della regione di
Chaurce/Ervy-le-Chatel, si rivelano un’importante produzione del libero pensiero nell’Età dei Lumi,. In questa raccolta di opuscoli e di poesie salaci che delineano una filosofia
panteista e materialista, viene infatti esposta, da “un essere a metà uomo e a metà animale, figlio di una negra e di un orango” una teoria dell’evoluzione delle specie risalente al 1772,
che probabilmente rappresenta la prima autentica formulazione della teoria evoluzionista.
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26,00
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312
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Bacon, R., Segreti dell’Arte e della Natura (I). Con testo latino secondo l’edizione critica di J. Dee e
traduzione italiana. (1999), pp. 71. |
6,00
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Buonamici, Giulio, Sulla vera natura del doppio degli Egiziani, (1979), pp. 16.
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3,00
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de Gleichen, Charles-Henri - Souvenirs, (2004), pp. 328
Spirito al tempo stesso sarcastico ed insaziabile del meraviglioso, il barone Charles-Henri de Gleichen (Nemersdorf, 1733 – Ratisbona, 1807), autore delle
Hérésies métaphysiques (1791 e 1796), discepolo di Saint-Germain, poi amico, fra gli altri, di de Saint-Martin, di Lavater, di Kirchberger, fu un testimone d’eccezione ed insostituibile
del mondo politico e dell’ampia rete occultista del suo tempo.
Cominciò, giovanissimo, la carriera diplomatica alla corte del margravio di Bayreuth, che accompagnò in Italia e di cui divenne il ministro a Parigi, grazie
alla protezione del potente duca di Choiseul di cui fece la conoscenza a Roma. Sempre dietro raccomandazione del Segretario di Stato francese, passò al servizio del re di Danimarca, che
lo inviò dapprima a Madrid, poi, tre anni dopo, a Parigi, dove si adoperò per contenere le ambizioni di Caterina II sui regni del nord. «Persuaso che la libertà è una chimera quando la si
vuole intendere nel suo senso positivo», fu testimone delle divisioni che scoppiarono in seno alla Rivoluzione, «del Re Robespierre e della Corte di briganti che egli doveva formare» e su
cui, nell’agosto 1791, provenendo da Parigi, s’intrattenne con un emigrato, il conte di Bray.
Il racconto delle sue esperienze – nel senso più ampio del termine – negli ambienti massonici (che costituisce la seconda parte dei Souvenirs), è ancor più
appassionante. Membro della loggia dei Filaleti Les Amis Réunis, ed iniziato da de Saint-Martin ai primi gradi degli Eletti Cohen, Gleichen è in un posto di osservazione privilegiato ove
s’incrociano personaggi celebri d’ogni tipo dei quali dipinge il ritratto e le peripezie della loro vita. Oltre ai prestigiosi amici sopra nominati, Gleichen ci parla, fra gli altri, di
Cagliostro, di Duchanteau e della sua particolarissima alchimia, di Madame de la Croix, dei Convulsionari, della famiglia di Mirabeau, del barone d’Holbach (di cui era intimo e
frequentava le cene), di Necker. Si tratta del tesoro più prezioso delle “Memorie della sua Vita”, scritte con brio, pubblicate in tedesco quarant’anni dopo la morte da de Weckerholz e
tradotte in francese nel 1868 con il titolo di Souvenirs.
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19.50
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Ficino, Marsilio, Commentaires sur le Traité de l’Amour ou le Festin de Platon (Commentarium in Convivium Platonis). (2002) , pp. 256.
Traduzione anonima del XVIII secolo presentata e pubblicata da Sylvain Matton, con uno studio di Pierre Hadot.
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20,00
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Frattini, Riccardo, Streghe, maghi e alchimisti tra Rinascimento e Controriforma, 2006 , pgg. 184
Dopo avere esordito nel 2004 con il saggio L'Inquisizione a Verona,
dedicato alla repressione dell'eresia, Riccardo Frattini cultore di storia dell'intolleranza torna a raccontare il Rinascimento, la Riforma e la Controriforma, partendo da un nuovo
campo d'indagine, complementare al precedente: le streghe, i maghi e gli alchimisti, L 'autore è riuscito a fondere nel suo libro una esposizione chiara, ordinata
, razionale; la sua passione per la storia della marginalità, dei devianti, dell'intolleranza in senso Iato e religiosa in particolare; l'interesse psicologico per le paure, i sospetti,
gli stati d'animo di donne e uomini, persecutori e perseguitati, comunque vittime di un medesimo clima culturale e di pensiero, La trattazione affronta prima la
tematica della stregoneria, poi quella della magia, perché i fenomeni sono distinti: mentre le streghe erano donne, incolte ed appartenenti alle
classi più umili, i maghi e gli alchimisti erano al contrario uomini, letterati e membri delle classi dominanti; ancora, se la stregoneria era ricollegata al culto del diavolo, la magia
naturale e l'alchimia venivano invece considerate la via illuminata per conseguire la piena conoscenza di Dio.
Nonostante queste profonde diversità, nei secoli XVI e XVII streghe, maghi e alchimisti vennero accomunati dalla medesima sorte di repressione da parte del potere costituito,
Il libro si propone di comprendere le ragioni di questa persecuzione.
Riccardo Frattini è nato a Legnago, in provincia di Verona, nel 1965. Nel 1990 si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Ferrara discutendo
una tesi in Storia del Diritto Italiano sull'Inquisizione a Venezia, Esercita la professione di avvocato in Legnago, dove è titolare di uno studio legale,
Vive a Soave con la moglie Roberta e la figlia Arianna,
In copertina: Ermete Trismegisto, da Jean~Jacques Boissard, De divinatione & magicis
praestigiis, Oppenheim, A.D.1615 circa.
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19,00
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Haudry, Jean, Juno Moneta. Aux sources de la monnaie. (2002), pp. 208
Le notizie che possediamo sulla dea Juno Moneta sono scarse. Il presente studio parte dall’ipotesi formulata sulla base di una nuova interpretazione del suo
nome: Giunone “dal collare”. Infatti questa interpretazione consente di stabilire una relazione fra la dea ed alcune forme preistoriche della moneta. Il collegamento originario fra la dea
e l’oro premonetario sotto forma di collare o di collana metallica, getta nuova luce sull’ubicazione della zecca presso il suo tempio e su un certo numero di temi a lei legati
direttamente o indirettamente, come quelli dell’aurum matronarum e dell’aurum Gallicum. Lo studio termina con la presentazione cronologica delle forme successive assunte dalla “dea dal
collare”.
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20,00
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Marquès-Rivière, J., All’ombra dei monasteri tibetani, (1982), pp. 208.
Questo lungo racconto “esoterico” comparve la prima volta nel 1929 ed ebbe subito un grande successo, poiché, come rilevò René
Guénon su Le Voile d’Isis, “… in forma romanzata …, contiene una quantità di informazioni interessanti su cose pochissimo conosciute in Occidente” e “molte notizie sui centri spirituali
tibetani”, “esposte in forma gradevole”. L’Autore finge di aver ricevuto da un indù di passaggio a Parigi una lettera e il racconto di un amico “partito per l’India” diversi anni prima.
Si rievocano i tempi del distacco dalla Francia, il racconto delle varie tappe del noviziato e dell’ascesi, fino al momento in cui la fuga dal vortice del samsara sembra ormai conclusa,
quando un imprevisto maestro si fa incontro all’eremita e lo chiama a un “nuovo sacerdozio” nel Regno della Vita.
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14,50
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104
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Marquès-Rivière, J., À l’ombre des monastères tibétains, (1982), pp. 208. |
21,50
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Montfaucon de Villars, Il conte di Gabalis, (1985), pp. 90. |
13,00
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Pascal, Pierre, Beaurent, Jean, Risoluzione aritmetica del “Memento Mori” di Santa Teresa d’Avila, pp. 66. |
16,00
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S.P.H.C.I., Ibis, (1979), pp. 52. |
17,00
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Sabbatucci, D., Perspective historico-religieuse (La). (2001), pp. 320 circa.
In quest’opera sui rapporti tra fede, religione e cultura, l’autore passa in rassegna la “professione di fede” e le Confessioni cristiane, la cristologia nel
Concilio di Firenze, la nozione di “ordine cosmico” nella cultura indo-iraniana, la questione medioevale delle Investiture, il tema del “mandato celeste” in Cina, ecc.
La fede ha una storia, strettamente legata a quella dell’Occidente: essa non è, secondo l’autore, una qualità innata nell’uomo, ma dipende da circostanze
culturali, non esportabili al di fuori dell’Occidente.
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43,00
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Tritemio, J., Traité des causes secondes. (1974), pp. 158. |
18,50
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Vulliaud, P., Destin Mystique (Le). (Senario mistagogico). Reprint dell’introvabile edizione del 1910; tiratura limitata a 200 esemplari, (1985),
pp. 176.
I - Generalità. Applicazioni. Cosmosofia musicale. II - La Sfinge. La Risoluzione dei contrari. III - Misteri di Eleusi. IV - Palingenesi. V - Il Pensiero origenista.
VI - Scoto Eriugena.
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23,00
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Vulliaud, P., Suzette Labrousse prophétesse de la Révolution. Seguito da Léon Bloy prophète et martyr.(1988), pp. 266.
Prefazione di F. Secret. “A proposito della Rivoluzione francese del 1789, Michelet osservava che vi fu allora ‘un tentativo di associazione fra l’illuminismo cristiano, il misticismo
rivoluzionario e l’inaugurazione di un governo di profeti’. Un’opera rimasta inedita di P. Vuillaud: Suzette Labrousse … ne illustra un aspetto”.
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18,50
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