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Titus Burckhardt: Fès, Ville d'Islam, Archè Edizioni, Pgg: 176, 2008
SCHEDA PDF 
Partito per Fez nel 1933 alla ricerca di un maestro spirituale, l’autore scopre una città che lo stupisce per la sua cultura, la sua vita, la sua atmosfera. Il
giovane artista appassionato di metafisica studia la lingua, le scienze islamiche, si familiarizza con l’architettura, le arti, le tecniche.
Questo incontro intimo con Fez è all’origine della presente opera. Come ogni volta che evoca lo spirito di un luogo (Chartres, Siena, l’Andalusia
moresca), Burckhardt intreccia osservazioni, racconti personali, cronache e testimonianze. Sa, meglio di chiunque altro, aprirci ad una civiltà,
coglierne l’essenziale; meglio di chiunque altro sa spiegarci lo spirito delle forme, si tratti di una società, di un’architettura o di un’arte sacra.
Qui, Burckhardt ci presenta l’Islam nei suoi valori eterni, attraverso una cultura che ebbe il suo apogeo in Andalusia e a Fez l’ultima fioritura. Ma più
della brillante civiltà, l’opera ci fa vedere la potenza di coesione di un Islam che, applicando la legge coranica, offrì in questa città un modello di
amministrazione politica e di gestione sociale: un ambiente ove ognuno, ricco o povero, aveva il proprio posto e la propria dignità, ove la vita e ogni attività aveva un senso.
Rimane a Fez qualcosa della sua realtà di altri tempi, quella di una città umana, in grado di
rispondere a tutte le necessità dell’uomo, quelle del corpo, dell’anima e dello spirito ...
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65,00
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Titus Burckhardt, ALCHIMIA , Archè - Edizioni PiZeta, 2005, Pgg. 208,
Titus Burckhardt (Firenze, 1908 – Losanna, 1984), la cui autorità e competenza nel campo della
mistica, della cosmologia e della metafisica sono oggi unanimemente riconosciute (è stato, fra l’altro, traduttore assai apprezzato di grandi mistici musulmani), pubblicò quest’opera
nel 1960. Essa è stata più volte edita in Italia e viene ora presentata in una nuova traduzione, insieme ai numerosi disegni originali e a 12 tavole fuori testo.
SOMMARIO
- Capitolo I - L'origine dell'alchimia occidentale
- Capitolo II – Natura e linguaggio dell'alchimia
- Capitolo III – La saggezza ermetica
- Capitolo IV – Spirito e materia
- Capitolo V – Pianeti e metalli
- Capitolo VI – La conversione degli elementi
- Capitolo VII – La "materia prima"
- Capitolo VIII – La natura universale
- Capitolo IX – "Natura sa superare Natura"
- Capitolo X – Zolfo, Argento vivo e Sale
- Capitolo XI – Le "nozze chimiche"
- Capitolo XII – L'Alchimia della preghiera
- Capitolo XIII – L'atanor
- Capitolo XIV – La storia di Nicolas Flamel
- Capitolo XV – Le fasi dell'opera
- Capitolo XVI – La Tavola di Smeraldo
- Conclusione
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30,00
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Alchimie. Il suo significato e la sua visione del mondo, (1979), pp.
228, con illustrazioni e 12 tavole fuori testo.
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34,00
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Aperçus sur la connaissance sacrée, (1987), pp. 96. Contenuto: Il folclore nell’arte ornamentale – Principi e metodi dell’arte tradizionale – Considerazioni generali sull’arte musulmana – Natura della prospettiva cosmologica – Il Tempio, corpo dell’uomo divino – La simbologia dello specchio nella mistica islamica – Sulla Torah, il Vangelo e il Corano – Il prototipo unico – La danza del sole – Cavalcare la Tigre.
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15,00
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Chartres ou la naissance de la cathédrale, (1995), pp. 176, 18 foto, 89 disegni.
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43,00
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Clé spirituelle de l’astrologie musulmane d’après Mohyddîn Ibn ’Arabî (1974), pp. 64, con illustrazioni
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12,50
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Lettere d’un maestro sufi: lo Sheikh Al-’Arabî ad-Darqâwî. L’opera
è un ragionato fiorilegio da una raccolta di trecento lettere scritte da ad-Darqâwî (1743-1833), redatte al solo scopo di chiarire dubbi od obiezioni e con parole che avessero sempre
l’eloquenza della franca semplicità. La raccolta fu ordinata dallo stesso ad-Darqâwî, trascritta dai più diretti discepoli e più volte riprodotta in litografia per le cerchie
islamiche marocchine. La vastità dei temi trattati ne rende impossibile un riassunto; valga riportarne solo un esempio: sostiene l’autore che la Gnosi può nascere solo quando vi sia
un eccesso di fede e che essa può realizzarsi unicamente nel caso che ci si riesca a staccare da tutte le apparenze per concentrarsi sul "dhikr”, il “ricordo”
e l’”invocazione” di Dio. Tradotte dall’arabo e annotate da T. Burckhardt, (1989), pp. 96.
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9,00
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Lettres d’un maître soufi: le Sheikh Al-’Arabî ad-Darqâwî. Tradotte
dall’arabo e annotate da T. Burckhardt, (1978), pp. 172.
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15,00
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Science moderne et Sagesse traditionnelle, (1986), pp. 160.
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23,00
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Siena Città della Vergine, (1978), pp. 124, con 16 tavole a colori e 16
in b/n fuori testo, nonché 34 figure nel testo.
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24,00
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Symboles, (1980), pp. 108, con illustrazioni. Il libro raccoglie un
gruppo di articoli in massima parte comparsi sulla rivista “Voile d’Isis – Etudes Traditionnelles”, fra il 1937 e il 1978. Questa raccolta inizia con la descrizione
e l’interpretazione dell’uso della maschera rituale, proseguendo poi con i saggi dedicati al simbolismo del gioco degli scacchi, alle similitudini delle architetture celesti
cristiana e induista, al mito di Ulisse, a considerazioni sull’alchimia, al commentario sui nomi divini di Ghazzali e all’etimologia di alcune espressioni tipiche
dell’esoterismo islamico. L’opera si conclude con la traduzione ed il commento della “Preghiera sul Profeta” del sufi marocchino Ibn Mashish, uno dei fondatori
dell’Ordine Shâdhiliyya.
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15,50
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