Simboli, miti, forme religiose

 

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506

Comparer les comparatismes, edité par Maya Burger & Claude Calame Edidit – Archè Paris - Milano - 2006 - Pgg. 240,

INDICE

  • Maya Burger & Claude Calame, L’histoire et les sciences des religions: démarches comparatives
  • Yvan Bubloz, Le comparatisme en histoire des religions: entre tremendum et fascinans
  • Nicola Gasbarro, Quelle comparaison en histoire des religions après Lévi-Strauss
    Philippe Bornet, Entre rabbis et brahmanes. Exercices de comparaison
  • Armin W. Geertz, Etude comparée des religions: réflexions sur la science, les universaux et la condition humaine
  • Yvan Bubloz, Augustin et Porphyre sur le salut: pour une comparaison analogique et non apologétique du christianisme et du néoplatonisme
  • Ute Heidmann, Epistémologie et pratique de la comparaison différentielle. L’exemple des (ré)écritures du mythe de Médée
  • Maya Burger, Une posture inversée: le yoga global
  • Enzo Pace, La méthode généalogique pour une possible comparaison entre le christianisme et l’islam
  • Claude Calame, L’histoire comparée des religions et la construction d’objets différenciés: entre polythéisme gréco-romain et protestantisme allemand

17,00

174

Allard, J.-P., Initiation royale d’Erec, le chevalier (L’), (1987), pp. 144.

Lasciata la corte del re suo padre per fuggire la vergogna e il decadimento morale, Erec, cavaliere della Tavola Rotonda,  si slancia non solo alla ricerca dell’avventura che deve riabilitarlo, ma comincia anche un cammino iniziatico i cui fondamenti sono disposti secondo una teoria tradizionale della  regalità, venuta dal più lontano passato indoeuropeo, ed egli dovrà assumere rischi e pericoli di un destino regale, accedendo così per gradi alla vera Sovranità.

15,50

303

Arrigoni, E. Manicheismo e Mazdakismo e sconfessione dell’eresiarca romano Bundos.

Il vaglio rigoroso delle fonti tardoclassiche ha permesso all’Autore di dimostrare che la figura dell’eresiarca dioclezianeo Bundos è un colossale abbaglio storiografico e che nel Bundos (scorretta formulazione di Budos) si cela la prima e più antica contraffazione e ripersonificazione del Buddha mai dissimulatasi nell’ambito cristiano e occidentale. (1982), pp. 84.

8,00

118

Baistrocchi, M., Aspects de géographie sacrée: l’orientation solsticiale et équinoxiale dans l’Ancienne Egypte.

In questo studio conciso viena riassunta una gran massa di nozioni filologiche e di fenomenologia della sacralità  egizia. Sotto tale profilo viene dapprima seguita l’evoluzione iconografica della divinità Horus-Seth in rapporto alla funzione dei faraoni via via succedutisi nella Terra del Nilo. Particolare  importanza rivestono poi le pagine dedicate ai quattro figli di Horus ed alla simbologia delle due barche celesti. (1981), pp. 76, con illustrazioni.

13,00

218

Baistrocchi, M., Portes du Ciel: “devayâna” e “pitriyâna” (Les). (1979), pp. 32.

6,50

269

Barazzetti, E., Espace symbolique (L’). Développements du symbolisme mathématique des états multiples de l’être.

Basandosi sull’opera di René Guénon – in particolare Le Symbolisme de la Croix, Le Règne de la Quantité et les  signes des temps e Les Principes du calcul infinitésimal – Enrico Barazzetti studia qui il simbolismo matematico e geometrico mediante il quale possono essere rappresentate e comprese le verità metafisiche più complesse. Chiarisce così alcune delicate questioni della via iniziatica […] e confuta inoltre alcune chimere del neo-spiritualismo contemporaneo, quali il reincarnazionismo e la ‘autoiniziazione’. (1997), pp. 296, con illustrazioni.

36,00

133

Burckhardt, T., Chartres ou la naissance de la cathédrale, (1995), pp. 176, 18 foto, 89 disegni.

43,00

238

Burckhardt, T., Symboles, (1980), pp. 108, con illustrazioni.

Il libro raccoglie un gruppo di articoli in massima parte comparsi sulla rivista “Voile d’Isis – Etudes Traditionnelles”, fra il 1937 e il 1978. Questa raccolta inizia con la descrizione e l’interpretazione dell’uso della maschera rituale, proseguendo poi con i saggi dedicati al simbolismo del gioco degli scacchi, alle similitudini delle architetture celesti cristiana e induista, al mito di Ulisse, a considerazioni sull’alchimia, al commentario sui nomi divini di Ghazzali e all’etimologia di alcune espressioni tipiche dell’esoterismo islamico. L’opera si conclude con la traduzione ed il commento della “Preghiera sul Profeta” del sufi marocchino Ibn Mashish, uno dei fondatori dell’Ordine Shâdhiliyya.

15,50

332

Burnouf, É., Vase sacré et ce qu’il contient, dans l’Inde, la Perse, la Grèce et dans l’Église chrétienne (Le). Avec une appendice sur le Saint-Graal. (1974), pp. 196, ristampa dell’edizione di Parigi del 1896.

26,50

126

Charbonneau-Lassay, L., Bestiaire du Christ (Le). Gli emblemi misteriosi di Gesù Cristo, (1985), pp.  1000, 500 esemplari numerati.

Louis Charbonneau-Lassay dedicò la vita a raccogliere i documenti più rari del simbolismo cristiano. L’opera, raccolta di 1157 figure, è un esame degli animali reali e fantastici che furono usati nei secoli per simboleggiare questo o quel carattere del Cristo. Charbonneau-Lassay mostra la molteplicità di letture  possibili delle singole bestie emblemaiche del Cristo, che spesso svariano fra i due estremi della gamma, potendo inglobare tanto il Cristo quanto il demonio. Il leone significa la giustizia del Cristo perché non aggredisce senza necessità. È simbolo della vigilanza e della forza del Verbo, causa l’imperiosità del suo ruggito; ma l’aggirarsi inquieto del leone affamato è altresì il simbolo del demonio in cerca di prede.
Fra le rivelazioni del testo di Charbonneau-Lassay è la riesumazione di certi rituali preservati nella Cristianità di Armenia fino al tempo delle Crociate: la  domenica dopo l’Eucarestia usava immolare ritualmente con consacrazioni e benedizioni un bue, la cui carne veniva consumata cerimonialmente; bue che, nella simbologia, fu sempre emblema del Cristo.

(206,00)

esaurito

110

Coomaraswamy, A.K., Arbre Inversé (L’), (1984), pp. 60.

14,00

119

Coomaraswamy, A.K., Aspects de l’hindouisme. Sei saggi. (1988), pp. 96.

In questi sei saggi, Coomaraswamy tratta differenti aspetti dell’Induismo: dall’esemplarismo vedico passando per il “Nirukta” e la dottrina tantrica della Bi-Unità, alla dottrina del gioco divino. Come di consueta, Coomaraswamy, in ogni saggio, non manca di comparare le dottrine indù a quelle del pensiero  occidentale, sia che appartengano al mondo classico ed ellenistico sia a quello medioevale.

15,00

240

Coomaraswamy, A.K., Théorie médiévale de la Beauté (La), (1997), pp. 104.

17,00

251

Dauge, Y.A., Virgile, maître de sagesse, (1984), pp. 252.

Opera nata dopo dieci anni di ricerche virgiliane, fondate sulle inesauribili risorse dell’esoterismo comparato, ma  anche lavoro sul simbolismo essenziale centrato sull’opera esemplare di Virgilio.

34,00

206

De Gubernatis, A., Mythologie des Plantes (La) ou Les légendes du règne végétal. (1976), edizione limitata a 1.000 esemplari numerati, 2 tomi per un totale di pp. 716.

I due volumi della Mythologie hanno un particolare valore: segnano il culmine della fase positivista  dell’autore (che nasce a Torino nel 1840) e, al tempo stesso, il suo aprirsi a una problematica più complessa. Suoi fondamenti: il folklore italiano, russo , germanico, induista e il mondo della classicità mediterranea, offrendo un’ampia messe di riferimenti e di spiegazioni per ogni specie arborea.

116,00

334

De Gubernatis, A.,Mythologie zoologique ou Les légendes animales.(1987), edizione limitatissima, 2 tomi per un totale di pp. 1012.

85,50

183

Douglas, N., - White, M., Karmapa. I lama tibetani dal cappello nero.

L’opera narra di come si formò la tradizione spirituale alla quale i Karmapa (“uomini d’azione”) si richiamano; tradizione nata 1000 anni or sono in India grazie ai maestri Tilopa e Naropa, che ha strette connessioni con la dottrina buddhista. Seguono le biografie dei sedici Karmapa succedutisi nei secoli e,  infine, un gruppo di brevi appendici, fra cui un florilegio di preghiere, invocazioni e massime per la meditazione. (1979), pp. 268, con illustrazioni e tavole a colori e in b/n.

30,00

288

Douglas, N., - White, M., Karmapa. Le lama à la coiffe noire, (1979), pp. 268, con illustrazioni e tavole a colori e in b/n.

42,00

283

Evola, J., Symboles et “mythes” de la tradition occidentale, (1980), pp. 216, 1 tavola.

34,00

298

Francesco da Barberino, Documenti d’Amore (I).secondo i manoscritti originali, a cura di Francesco Egidi, (1982), 4 volumi di complessive pp. 1368, edizione a tiratura limitatissima.

(124,00)

esaurito

147

Gaillard, L., Croix et Swastika en Chine, (1987), pp. 288, con 210 illustrazioni.

L’opera di Padre Gaillard è al tempo stesso un libro di archeologia, arte, storia e simbologia decorativa. Lo Swastika  è studiato dall’angolatura dell’etimologia, origine e simbolismo, ma anche come talismano ed elemento decorativo, senza dimenticare i suoi rapporti con le costruzioni, la liturgia e gli asceti. Quanto alla Croce, l’autore passa in rassegna le sue vestigia storiche in Asia e le antiche tradizioni che vi si ricollegano; parla delle immagini e dei crocifissi, delle “croci o x di ferro”;  sviluppa considerazioni sul “vajra” tibetano.

26,00

148

Georgel, G., Cycle  Judéo-Chrétien sceau et couronnement de l’histoire humaine (Le), integrato da Brève histoire cyclique de l’Islam, (1983), pp. 92.

17,00

259

Godwin, J., Arktos. Le mythe du Pôle dans les sciences, le symbolisme et l’idéologie nazie.

Dal XVII secolo ad oggi, una quantità di personaggi fra i più diversi e talvolta stravaganti - illustri scienziati, occultisti ed esoteristi celebri - hanno continuato a costituire teorie sul tema del Polo, spesso legato al mito ariano. In questo libro, nessuna di tali teorie è trascurata: tutte sono esposte ed analizzate, dalle più tradizionali alle più deliranti.
Nella straordinaria galleria offertaci da Godwin, tutti i loro autori sono presenti, fra cui: Thomas Burnet, Athanasius Kircker, J.-S.. Bailly, A.Fabre d’Olivet, il ciabattino S.A.Mackey, H.P.Blavatsky, H.S.Spencer, H.M.Howell, W.F.Warren, B.G.Tilak, Saint-Yves d’Alveydre, Papus, Jörg Lanz, Schwaller de Lubicz, René Guénon, H.Wirth, i Roerich, Julius Evola, M.Serrano, Jean Parvulesco ...(2000), numerose illustrazioni.

54,50

226

Haudry, J., Religion cosmique des Indo-Européens (La), (1987), pp. 336.

La religione cosmica degli Indoeuropei ha come punto di partenza tre cicli temporali: il ciclo quotidiano (costituito da giorno, notte, aurora e crepuscolo; il ciclo annuale e il ciclo cosmico. In questa concezione del mondo, i cicli sono collegati ai Cieli ed alle creature celesti, nonché alle caste della società umana.

34,00

310

Jouet, Ph., Religion et mythologie des Baltes.Una tradizione indo-europea, (1989), pp. 194.

26,00

265

Knight, R.P., Culte de Priape et ses rapports avec la Théologie mystique des Anciens (Le), seguito da Essai sur le culte des pouvoirs générateurs durant le Moyen Âge,(1987), pp. 218 e 41 tavole fuori testo.

L’opera parte dalla permanenza di un rituale fallico nella chiesa d’Isernia, quale fu osservato alla fine del secolo scorso, riuscendo a ripercorrere l’itinerario della religione fallica nel mondo antico.

24,50

282

Köhler, J., Secret de Zarathustra (Le). Le message chiffré de Friedrich Nietzsche.(1998), pp. 688.

Secondo Köhler, Così parlò Zarathustra è un’autobiografia cifrata dove l’autore rivela che soffrì per tutta la vita del peso della morale cristiana, da cui si libera con un atto di volontà, quella “grande liberazione” che gli permise di trovare la sua vera identità.

54,50

140

Lerner, P., Clef astrologique du Mahâbhârata. L’Era nuova. (1986), pp. 306.

Epopea sanscrita, immensa e complessa, il Mahâbhârata è un monumento del pensiero dell’India antica, un mosaico di miti e leggende da cui viene alla luce una narrazione principale: la guerra eroica tra due rami rivali della dinastia lunare dei Bharata. Interpretata da unj punto di vista astrologico, la celebre battaglia appare allora come un’eco di quella che si svolge fra gli esseri celesti o demoniaci attraverso le loro incarnazioni terrestri, e come luogo di proiezione dei fenomeni siderali.

30,00

230

Levalois, Ch., Royauté et figures mythiques dans l’ancien Iran, prefazione di J. Varenne, (1987), pp. 64.

In quest’opera l’autore studia le leggende e i testi sacri dell’antico Iran. In particolare, sono evocate quattro  grandi figure: Yima, re dell’Età dell’Oro, possessore di un carro di cristallo che gli permette di librarsi nell’aria, ma anche responsabile, per le sue colpe, della fine della prima epoca. Kay Kaus, sovrano ambivalente, talvolta esemplare talvolta calamitoso, che ha il potere di ridare la giovinezza, di guarire tutte le ferite e di domare i demoni. Kay Khosrow, la più luminosa figura regale di  questa tradizione, che fu considerato dai mistici musulmani come il modello dei saggi dell’Iran pre-islamico. Infine, Kay Vîshtâsp, il protettore di Zarathustra, modello del re pio.

11,00

115

Lullo, R., Art Bref (L’). (1987), pp. 104, con illustrazioni.

Quest’opera costituisce il riassunto più sintetico composto da Lullo dell’Ars Magna, che occupa interi volumi.  Si sa che quest’Arte è un sistema dalle possibilità indefinite, che collega i differenti ordini della creazione – e le scienze corrispondenti – ai Principi metafisici primi. Per mezzo di un sistema  di domande e risposte, distribuite per categorie e riportate su ruote geometriche, la dipendenza di un determinato problema riguardo a questo o quel settore della dottrina fondamentale è  immediatamente illustrato, e la risposta è fornita sia logicamente che graficamente.

12,50

239

Maxwell, J., Tarot (Le). Le Symbolisme. Les Arcanes. La Divination. (1984), pp. 328.

Opera che si raccomanda, tra l’altro, per l’ampia trattazione degli Arcani Minori. Le 78 lame di questo gioco di carte  sono un libro di saggezza più che uno strumento per predire l’avvenire; si potrebbe dire che, in qualche modo, sia l’equivalente occidentale dei 64 ideogrammi dell’I King.

35,50

426

Mayassis, Sotirios, Livre des Morts de l’Egypte Ancienne est un Livre d’Initiation (Le).
(In francese), (2002), pp. 656.

A partire dalla decifrazione della scrittura geroglifica, l’Egittologia possiede attualmente, tradotta, gran parte dell’immensa quantità di testi scritti sui monumenti, sui sarcofagi o sui papiri che l’antico Egitto ci ha lasciato. Oggi possiamo ritenere queste traduzioni abbastanza corrette, e in questo studio non ci si sofferma su discussioni letterarie o grammaticali a proposito dei brani cui si fa riferimento.

Ma se l’Egittologia si è finora occupata della traduzione fedele dei testi, il lavoro ermeneutico, salvo rari tentativi, è stato trascurato. Alcune spiegazioni di questi testi oscuri, volontariamente celati ed enigmatici, sono state sporadiche e sovente inaccettabili, senza tuttavia escludere che ne esistano di validissime, ma sfortunatamente disperse. Il presente lavoro è quindi un tentativo di spiegazione del più importante, del più spirituale dei testi che possediamo sull’antico Egitto, il Libro dei Morti.

60,00

204

Mayassis, S., Mystères et Initiations de l’Égypte Ancienne. (1988), pp. 668, con numerose illustrazioni.

Importantissima sintesi sugli aspetti simbolici ed esoterici della religione dell’antico Egitto. Dopo un esame dei  misteri nell’ambito di questa religione, della loro relazione con i grandi miti fondatori e dei rapporti fra i loro insegnamenti e quello dei loro omologhi greci, l’autore inizia una rassegna  dettagliata dei problemi: istituzione dei Misteri, ruolo delle differenti classi di sacerdoti e del Faraone, cerimonie e riti, significato e portata delle liturgie, oggetti ed emblemi sacri, tombe,  vesti ed insegne portate dagli iniziati, templi e luoghi di iniziazione, ecc.

60,50

128

Michaud, J.-C., Carré Magique miroir du monde (Le), (1989), pp. 80, 13 illustrazioni.

Nel 1640 il matematico francese Fermat scriveva a padre Mersenne: “Non conosco niente di più bello in Aritmetica di quei numeri che alcuni chiamano Planetari, ed altri Magici”. Non è tuttavia ad un gioco aritmetico che ci invita l’autore di questo studio sul più semplice dei quadrati magici, bensì alla  contemplazione della bellezza e dell’armonia del mondo attraverso una figura in cui tutto l’universo sembra riflettersi come in uno specchio. Infatti, il quadrato aritmetico è magico come lo specchio della Regina nella favola di Biancaneve: risponde alla domanda che gli si pone. Cina, induismo, islam, ermetismo illuminano di volta in volta le sfaccettature di questo simbolo, come altrettante  espressioni della “cosmologia perennis”.

11,00

154

Moisson, P., Dieux magiciens dans le Rig-Véda (Les).Approche comparative de structures  mythiques indo-européennes, (1993), pp. 528. Come gli dèi, detentori dei poteri che regolano l’Ordine cosmico, possono essere qualificati “maghi”? Ecco un paradosso che l’autore mette in evidenza e spiega prendendo come terreno di ricerca un ambito ben preciso: quello della religione dell’India antica (secondo e primo millennio prima della nostra era), così come appare in quegli eccezionali documenti che sono gli inni del Rig-Veda, redatti fra il 1800 e l’800 a.C

28,50

284

Mutti, C., Symbolisme et art sacré en Italie, (1980), pp. 100, 16 ill. fuori testo.

17,00

456

Pernety, A.J. - Les fables égyptiennes et grecques (1758), (2004) , pp.1.220 - 2 tomi indivisibili

SOMMARIO

  • DISCOURS PRELIMINAIRE
  • LIBRO PRIMO - Sezione prima
    • Introduction - Des Hiéroglyphes des Egyptiens  - Des Dieux de l'Egypte - Histoire d'Osiris - Histoire d'Isis - Histoire d'Horus - Histoire de Typhon - Harpocrate - Anubis - Canope
  • LIBRO PRIMO - Sezione seconda
    • Rois d'Egypte & Monumens élevés dans ce pays-là
  • LIBRO PRIMO - Sezione terza
    • Du Bœuf Apis - Du Chien & du Loup - Du Chat ou Ælurus - Du Lion - Du Bouc - De l'Ichneumon & du Crocodile - Du Cynocéphale - Du Bélier - De l'Aigle & de l'Epervier - De l'Ibis - Du Lotus & de la Fève d'Egypte - Du Colocasia - Du Persea - Du Musa ou Amusa
  • LIBRO PRIMO - Sezione quarta
    • Des Colonies Egyptiennes
  • LIBRO SECONDO
    • Des Allégories qui ont un rapport plus palpable avec l'Art Hermétique - De la conquête de la Toison d'Or - Enlevement des Pommes d'or du Jardin des Hespérides - Histoire d'Atalante - La Biche aux cornes d'or - Midas - De l'âge d'or -Des Pluyes d'or
  • LIBRO TERZO
    • La Généalogie des Dieux du Ciel & de la Terre - Histoire de Saturne - Histoire de Jupiter - Junon - Pluton & l'Enfer des Poëtes - Neptune - Vénus - Pallas - Mars & Harmonie - Vulcain - Apollon - Orphée - Esculape, Diane - De quelques autres enfans de Jupiter : Bacchus ou Denys, Persée, Léda, Castor, Pollux, Hélene &Clytemnestre, Europe, Antiope
  • LIBRO QUARTO
    • Fêtes, Cérémonies, Combats, Jeux insitués en l'honneur des Dieux Dionysiaques - Cérès & les Thesmophories, Mystères Eleusiens - Enlévement de Proserpine -Adonis & son culte - Lampadophories, Vesta - Jeux & Combats. Jeux Olympiques - Jeux Pythiques - Jeux Néméens - Jeux Isthmiques
  • LIBRO QUINTO -
    • Des Travaux d'Hercule - Sa généalogie - Lion Néméen - Filles de Thespius - Hydre de Lerne - Biche aux pieds d'arain -Centaures vaincus - Sanglier d'Erymante - Hercule nettoye l'étable d'Augias - Il chasse les Oiseaux Stymphalides - Le Taureau furieux de l'Isle de Crète - Dioméde mangé par ses chevaux - Gérion & les bœufs, Libys & Alébion, Alcyonée, Eryx fils de Vénus & de Butha - Les Amazones vaincues - Hésione delivrée - Anthée étouffé par Hercule - Busiris tué par Hercule - Prométhée delivré - Combat d'Hercule contre Achéloüs - Enlévement de Déjanire & mort du Centaure Nessus - Mort de Cacus - Délivrance d'Alceste - Descente d'Hercule aux Enfers, Thésée delivré
  • LIBRO SESTO
    • Histoire de la guerre de Troye & de la prise de cette ville - Premiere preuve contre la réalité de cette histoire. De l'origine de Troye - Tous ce qui firent le sièges de Troye, & qui la défendirent, sont fabuleux - Origine de cette guerre. Seconde preuve - On ne peut déterminer au juste l'époque de cette guerre - Fatalités attachées a la ville de Troye - Descente d'Enée aux Enfers

92,00

177

Ponsoye, J.-P., Islam et le Graal (L’). Studio sull’esoterismo del Parzival di Wolfram von Eschenbach, (1976), pp. 240.

17,00

203

Ponsoye, J.-P., Mystère de Tristan et Iseult (Le). Aspetti dell’esoterismo di Tristano, una vicenda che  parafrasa un “mistero”, una verità profonda: l’amore di Tristano e Isotta è soprattutto una Passione di Salvezza, e la loro unione è sete di ricongiungimento fra Intelletto e Amore, ricomposizione  dell’Androgino Primordiale (Uomo Totale). Seguono ”Intelletto d’amore” e ”Saint Bernard et la règle du Temple”(1979), pp. 64.

11,00

270

Reghini, A., Faisceau des Licteurs et son symbolisme duodécimal (Le), seguito da L’universalité romaine et celle du catholicisme,e da La tragédie du Temple,(1987), pp. 116.

13,50

170

Salzani, S. – Zoccatelli, P.L., Hermétisme et emblématique du Christ dans la vie et l’œuvre de Louis Charbonneau-Lassay, (1995), pp.180, 16 tavole fuori testo.

21,50

390

Schneider, M., Pietre che cantano. (1976), pp. 120, 16 tavole fuori testo e 4 doppie pagine a dépliant fuori testo.

Dal commento di Elémire Zolla: “…Schneider osservò i chiostri romanici di San Cugat, di Gerona e di Ripoli, in Catalogna, annotò le figure fantastiche effigiate sui capitelli assegnando a ciascuno un valore musicale, quindi lesse come simboli di note le singole figure, basandosi sulle corrispondenze tramandate dalla tradizione indù, e scoprì infine che la serie corrispondeva alla esatta notazione degli inni gregoriani dedicati ai santi di quei chiostri. Le pietre cantavano, a saperle leggerle,  delle melodie precise. …”

14,00

254

Schneider, M., Chant des Pierres (Le). (1976), pp. 124, 16 tavole fuori testo e 4 doppie pagine a dépliant fuori testo.

20,00

129

Schuon, F., Castes et Races, seguito da Principes et critères de l’Art Universel, (1976), pp. 94.

La prima parte dell’opera è dedicata ad un raffronto fra Induismo e Islam, subito rilevando che la gerarchia socio-religiosa del primo e l’egualitarismo di principio del secondo non escludono che nell’ambito induista si possa pervenire ad un totale superamento delle barriere di casta e che, nel seno dell’Islam, si registri il formarsi di ereditarie cerchie di “eletti”, quando discendenti dal Profeta. Nella seconda parte, si affronta il controverso problema dell’esistenza o meno di specifiche peculiarità razziali. Lo studio si conclude con l’individuazione dei molteplici caratteri psicologici insiti nei singoli popoli.
Segue uno studio sulle funzioni dell’ideazione artistica nella vita  comunitaria e nella contemplazione.

15,00

137

Schuon, F., Christianisme/Islam.

Visioni di ecumenismo esoterico. Il volume raccoglie una serie di saggi legati da molteplici fili dottrinali e metodologici. Viene così affrontato il problema del significato intrinseco della liturgia e della sua incidenza in una vita rivolta alla sacralità, mentre è dedicato uno studio particolare sulle  grandi confessioni cristiane in quanto espressione di possibilità realizzatrici diverse. Di particolare interesse la terza parte del libro, dove ci si addentra nella prospettiva islamica, con un confronto più diretto fra Cristianesimo e Islam. (1981), pp. 216.

27,00

309

They, E., Ragnarök, evento storico e processo sottile (Il).

Nel Ragnarök o “Crepuscolo degli Dei” l’autore ha ben saputo sintetizzare il valore “mandalico” dell’antica cosmologia e metastoria scandinava, giustamente rilevando le dissomiglianze fra essa e l’Apocalisse cristiana e le assonanze che, per converso, sussistono con certa simbologia di stampo gnostico. Il fascicolo è  impreziosito dalla riproduzione di incisioni runiche di diversa epoca. (1978), pp. 28.

3,50

224

They, E., Ragnarök, evénement historique et processus subtil.Seguito da Odin et la “mors triumphalis”(Le),(1980), pp. 48.

9,00

171

Thomas, E., Histoire de l’antique cité d’Autun. Études d’archéologie traditionnelle par Mgr.Devoucoux. (1992), pp. 512, 94 illustrazioni nel testo e 1 tavola fuori testo.

È stata scoperta nelle opere di Virgilio e di Dante un’architettura segreta. Monsignor Devoucoux ci mostra che vi è in  una certa architettura occidentale un testo nascosto. Facendo corrispondere i valori numerici delle forme geometriche  a delle lettere, ci svela un linguaggio occultato nella pietra.

41,50

258

Thomas, J., Aperçus sur l’opération intellectuelle et la connaissance initiatique. (1998), pp. 144.

20,00

155

Thomas, J., Divine Proportion & l’Art de la Géométrie (La). Études de Symbolique chrétienne. (1993), pp. 240, con illustrazioni.

Quest’opera mostra come gli elementi di base della Geometria costituiscano in realtà simboli perfettamente adeguati di  certi aspetti della Verità una, immutabile ed eterna. In particolare, il libro stabilisce in modo rigoroso che la Divina Proporzione e la Serie di Fibonacci sono infatti l’espressione, in forma quantitativa, di relazioni di ordine qualitativo in divinis ai più alti gradi della Metafisica, dell’Ontologia e della Cosmologia.

22,00

375

Thomas, J., Temps roi des rois, image mobile de l’éternité (Le).

Questo libro dell’autore de La Divine Proportion & l’Art de la Géométrie comincia col precisare i gradi  metafisici e cosmologici dei diversi ordini di realtà, a partire dal Principio supremo; esamina poi la natura del Tempo e dell’Eternità ed i loro livelli gerarchici nel contesto universale. L’opera  si conclude con lo studio di alcune applicazioni contingenti dei principi generali associati al Tempo ed all’Eternità. (1999), pp. 272 con illustrazioni.

30,00

211

Tilak, G.B., Origine polaire de la tradition védique. Nouvelles clés pour l’interprétation de nombreux textes et légendes védiques. (1979), pp. 384.

Gangadhar Bal Tilak nacque nel 1865 in India, dove svolse un’intensa attività negli studi giuridici e letterari, impegnandosi altresì nella lotta per l’indipendenza dell’India. L’assunto di questo libro è ardito: secondo l’autore è possibile dimostrare che l’origine dei popoli Indo-europei è stata artica e  interglaciale. Assunto e dimostrazione che René Guénon giudicò “notevoli”, lamentando che l’opera sarebbe rimasta a lungo ignorata in Occidente, perché “l’autore era un indù non occidentalizzato”.

49,00

212

Tilak, G.B., Orion. Recherches sul l’antiquité des Védas. (1989), pp. 240, 3 figure.

Questo saggio è uno studio sistematico del calendario vedico primitivo degli Indo-ariani. Grazie ad esso si trovano  riconciliate le visioni più straordinarie dei veggenti preistorici, le tradizioni più meravigliose e le più razionali dimostrazioni sulle origini degli Indo-europei. Questi, venuti dal Settentrione  in un'epoca remota, ne hanno conservato il ricordo fino alla scissione della loro comunità che, secondo i testi sanscriti originali qui analizzati, dovette aver luogo durante il “periodo di Orione” (4500 anni a.C.), in virtù delle vestigia concordanti di un calendario comune conservato nelle mitologie arcaiche dell’India, dell’Iran e della Grecia.

35,50

146

Varenne, J., Cosmogonies Védiques.

Il primo elemento di interesse dell’opera deriva dall’aver approfittato di due secoli di studi sull’argomento. In una breve ma efficace rassegna, l’autore – professore alle Università di Chicago, Provence e Lione – indica le principali tappe della conoscenza di questo argomento anzitutto nei suoi aspetti filologici. La spessa struttura dell’opera dimostra inoltre come, dietro il bagaglio degli strumenti dello specialista vi sia una ben altrimenti profonda intelligenza del dato metafisico tradizionale. In tal modo, l’originalità dello studio consiste nell’accoglimento integrale dell’ermeneutica tradizionale in rapporto al mito cosmogonico vedico, in una sua interpretazione a più livelli: dall’angolazione  propria della casta guerriera, gli kshatrya, a quella sacerdotale brahmanica, a quella della terza casta, la cui divinità è Vishvakarman, l’artigiano del mondo. (1982), pp. 328.

in brossura

rilegato con custodia

47,50

62,00

205

Viseux, D., Mythe du retour dans l’Odyssée, (1988), pp. 32.

L’Odissea dev’essere interpretata come una leggenda sacra, dominata da due temi: da un lato, quello della navigazione e dell’erranza; dall’altro, il tema del ritorno e della spoliazione. Ma si tratta in questo caso delle navigazioni dell’anima sul fondo agitato e instabile delle pulsioni vitali. Fondamentalmente Ulisse è, come molti altri eroi, un re ferito e zoppicante, perché ha abbandonato il suo dominio e perché il suo regno è devastato. Un’ermeneutica affascinante ed argomentata, che è anche un invito a  rileggere in modo diverso il capolavoro di Omero, per scoprirvi “i meravigliosi prodigi del Sé”.

9,00

235

Viseux, D., Siegfried ou les mystères du sacrifice, (1988), pp. 32.

Basandosi essenzialmente sulla versione nordica della leggenda dei Nibelunghi, l’autore le applica lo schema di lettura che gli era servito per decifrare i contenuti più elevati dell’Odissea: la sala del castello è l’immagine del cosmo; la quercia prodigiosa che la sostiene non è altro che l’Albero della Vita, o Asse del Mondo; il bosco in cui è conficcata misteriosamente la spada, simboleggia la “materia prima” dell’essere, la sostanza vergine dell’anima, improvvisamente vivificata dall’Intelletto trascendente; mentre la dinastia del re Wolsung riflette, nella sua composizione, i rapporti fra il Sé e l’Io.

6,50

Legenda: testo in lingua francese -  testo in lingua italiana

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