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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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NOVITA’ 2010 |
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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Böhme Jacob, I SEI PUNTI TEOSOFICI (Sex Puncta Theosophica), Edizioni PiZeta, Pgg.136 - NOVITÀ 2010
SCHEDA PDF 
Jacob Böhme nacque nel 1575 ad Alt
Seidenberg, villaggio nell’Oberlausitz, da una famiglia di contadini agiati, originari forse dalla Boemia. Ebbe un’educazione severamente religiosa e frequentò la
scuola comunale della vicina Seidenberg, in cui molta importanza era data all’insegnamento religioso e alle letture della Bibbia.
Dal 1594 al 1599 visse a Görlitz come garzone calzolaio dividendo il suo tempo tra le fatiche del mestiere e le occupazioni
religiose. Nel 1600 ebbe una visione estatica, suscitata in lui dallo splendere di un comune piatto di peltro che, colpito dal sole, parve risvegliare in lui una chiarezza
interna così violenta, da dargli la sensazione di aver svelato gli ultimi arcani delle cose. Lasciò però passare altri dieci anni in grande umiltà, e solo allora, in
conseguenza di un’altra fortissima illuminazione, si decise a scrivere delle sue visioni e concezioni. Ma così cominciarono le angherie e le persecuzioni. Dopo alcuni
mesi, le autorità della città, cedendo alle insistenze del parroco superiore della città, lo misero in prigione. Ben presto fu però rimesso in libertà, dietro la promessa di non
pubblicare più nulla. Tuttavia, cinque anni dopo, spinto da amici e ammiratori devoti, riprese la penna, pubblicando fino alla sua morte, in rapida successione, una trentina di opere.
Verso il 1623 il parroco riprese la sua campagna contro di lui e nel maggio 1624 egli
dovette andarsene dalla città per sfuggire alle continue angherie; si recò a Dresda, ove era già stato invitato in precedenza. Poco dopo, amaramente deluso nelle sue speranze di
trovare in quella città un asilo tranquillo, tornò a Görlitz, piegato nel corpo e nell’animo, e vi
morì il 17 novembre 1624 in seguito a un attacco di febbre. Si dice che nelle sue ultime ore mormorasse che sentiva il canto dei cori celesti.
INDICE
- INTRODUZIONE
- PREFAZIONE DELL’AUTORE AL LETTORE
- PRIMO PUNTO: Della crescita dei tre princìpi, e quale albero e vita ciascuno partorisca in sé e da sé. Come si debba ricercare e conoscere il fondamento della natura.
- SECONDO PUNTO: Dell’albero commisto, buono e cattivo: ossia della vita dei tre princìpi l’uno nell’altro, e come si uniscano e si sopportino.
- TERZO PUNTO: Della originarietà della crescita contrariata, in cui la vita contrasta con se stessa.
- QUARTO PUNTO: Come il sacro e buon albero della vita eterna cresca da tutte le piante dei tre princìpi e come le superi senza esserne afferrato.
- QUINTO PUNTO: Come una vita possa corrompersi nell’albero della vita, e come esso passi dal tormento dell’amore e delle gioie in un tormento di miseria, contrario a ogni altra vita.
- SESTO PUNTO: Della vita delle tenebre, in cui dimorano i diavoli; della nascita e del tormento di questa vita.
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13,00
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Haudry Jean, LE FEU DE NACIKETAS, Archè Milano, 2010, Pgg. 88 - NOVITÀ 2010
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14,00
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Bogdan Henrik, ÉSOTÉRISME OCCIDENTAL ET RITUELS D’INITIATION, Archè Milano 2010, Pgg. 280 - NOVITÀ 2010
In sette capitoli l’autore esamina le origini e
la trasmissione dell’esoterismo occidentale dal Medioevo alla New Age, e i suoi rapporti con i diversi rituali di iniziazione (di cui analizza il contenuto
semantico e il significato sociale e collettivo), in particolare quelli praticati nelle logge massoniche. L’autore si dedica poi ai rituali del Settecento, passando poi allo sfondo
storico dell’esoterismo. Evocando gli autori e le fonti antichi, consente di vedere la complessità della questione, il suo progredire e il suo influsso sul mondo
intellettuale. Con la Massoneria, ritroviamo il concetto di “filosofia perenne” e i diversi tipi di esoterismo, sia nei gradi azzurri sia nei gradi successivi o alti gradi
cavallereschi e templari, e nelle formazioni adiacenti e/o parallele: influssi dell’alchimia, della cabala, eccetera. Gli ultimi due capitoli sono dedicati a due
organizzazioni più recenti: la prima è l’Ordine Ermetico dell’Alba d’Oro [Golden Dawn], fondata nel 1888, legata allo studio della Cabala, che l’autore analizza in dettaglio.
L’altra, più sorprendente, è la stregoneria pagana moderna o Wicca, della metà del XX secolo, nata in Inghilterra, diffusasi negli Stati Uniti, legata al nome di Aleister Crowley.
La conoscenza sia delle fonti molteplici sia dei rituali antichi e contemporanei, fa dello studio un tesoro di informazioni e fornisce un contributo alla Storia delle Idee.
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29,00
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550
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François Stéphane - Kreis Emmanuel, LE COMPLOT COSMIQUE, Archè Milano 2010 Pgg. 112 - NOVITÀ 2010
Il Complot Cosmique ci invita a compiere
un viaggio in un mondo formicolante, in cui la teoria del complotto incontra l’esoterismo, l’ufologia, la “storia misteriosa”, la new age, l’antisemitismo e le ideologie radicali.
Leggendo questo saggio, il lettore apprenderà in particolare che Hitler è fuggito sopra un disco volante; che la regina d’Inghilterra è una lucertola; che
l’ONU e il governo americano sono al soldo di extraterrestri; o anche che gli Illuminati sono degli agenti di questi stessi invasori extraterrestri...
Tuttavia, il libro si concentrerà innanzitutto sui tentativi di militanti di estrema destra di utilizzare queste culture marginali per far passare le loro idee in ambiti talvolta
lontani. Per fare questo, gli autori serviranno da guida al lettore, facendogli fare un giro del mondo di questi teorici-militanti, durante il quale il lettore, o il
semplice curioso, incontrerà i nomi di Ernst Zündel, Miguel Serrano, Jan van Helsing, Jimmy Guieu, David Icke, Franck Scully o William Cooper.
Il lavoro innovativo di Stéphane François ed Emmanuel Kreis ha il merito di sbrogliare la matassa di queste idee alquanto strane e di stabilirne la genealogia.
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14,00
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NOVITA’ 2009 |
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CODICE
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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Arthur Schopenhauer, MEMORIA SULLE SCIENZE OCCULTE - EDIZIONI PIZETA - Pagine: 196 - NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF 
Il presente volume raccoglie tre saggi del filosofo tedesco a proposito del magnetismo
animale, del destino dell’individuo e delle apparizioni di spiriti. Schopenhauer ne illustra i contenuti essenziali alla luce della sua dottrina fondamentale: la volontà sta alla
base ed è l’origine di ogni cosa e pertanto la natura, ovvero il mondo fenomenico, è solo la manifestazione di tale principio. Valendosi degli scritti di numerosi autori,
Schopenhauer giunge a una conclusione che, in un filosofo dell’epoca, può apparire sorprendente, ovvero non solo della possibilità, ma anche della realtà della
magia. In tal modo egli afferma: «Sempre, in tutte le cose, è la filosofia ad avere l’ultima parola; spero che la mia, ammettendo quale realtà unica e onnipotente della natura la
volontà, abbia reso concepibile la possibilità della magia e, ammettendone l’esistenza, l’abbia resa comprensibile; inoltre, facendo rientrare il mondo oggettivo nel dominio
della idealità, abbia anche aperto la via alla corretta opinione sulle visioni e apparizioni di spiriti».
Arthur Schopenhauer (Danzica, 1788 - Francoforte, 1860) fu un ingegno versatile che,
giovanissimo, decise di dedicarsi alla filosofia, anche se i suoi interessi spaziarono in diversi altri campi: fisica, chimica, matematica, anatomia.
Al termine di lunghi viaggi attraverso l’Europa, si fermò infine a Francoforte, conducendo un’esistenza ritirata che gli valse la reputazione di misantropo. La sua opera principale, Il
mondo come volontà e rappresentazione, pubblicata nel 1819, ebbe un modestissimo successo. L’affermazione del filosofo avvenne solo una ventina d’anni dopo a seguito della
pubblicazione, nel 1851, di Parerga e paralipomena, opera che determinò l’interesse anche per gli altri lavori e le idee del pensatore.
Negli ultimi anni della sua vita fu circondato da una ristretta cerchia di fedelissimi, fra cui il compositore Richard Wagner.
ISBN: 978-88-87625-42-4
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20,00
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Jean Marquès-Rivière, VERSO BENARES LA CITTÀ SANTA - EDIZIONI PIZETA - Pagine: 122 NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF 
Il lama tibetano Li-Log e il suo chela Legs-Se viaggiano attraverso il Tibet percorrendo
itinerari impossibili, dagli elevati passi di montagna alle profonde vallate, al fine di adempiere a delicate, benefiche missioni affidate da una figura misteriosa.
Facendo sosta in enormi, silenziosi monasteri o in misere capanne, i viandanti incontrano le più diverse avventure fino ad arrivare a Benares, la città santa, la città di
Shiva, dove Li-Log, vecchio e stanco, deve compiere l’ultima missione: trasmettere l’autentica iniziazione al suo chela. Disseminate nel romanzo vi sono
interessanti indicazioni sul buddismo tibetano e talune “possibilità” che, agli occhi di un occidentale, potrebbero suonare straordinarie.
ISBN: 978-88-87625-56-1
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12,00
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Sylvain Matton, SCOLASTIQUE ET ALCHIMIE- Arché Milano - Pgg. 900 - NOVITÀ 2009
Con Scolastique et Alchimie (XVIe-XVIIe siècles) Sylvain Matton presenta il primo di
una serie di tre volumi volti a sintetizzare le sue ricerche sui rapporti intercorsi fra l’alchimia e la filosofia nel Rinascimento e nell’Età classica, ricerche centrate su
quanto gli è apparso come una mutazione importante dell’alchimia dei tempi moderni: l’introduzione e lo sviluppo della teoria dello spiritus mundi o “spirito universale del mondo”.
Il secondo volume, La Révolution ficinienne et ses cheminements, sarà dedicato a spiegare come questo sconvolgi-mento dottrinale ebbe la sua
origine in Marsilio Ficino, e a studiare le vie del suo propagarsi, mentre il terzo, Cartésia-nisme et alchimie, mostrerà che uno dei principali punti di attrito fra la
filosofia moderna rappresentata da Cartesio e la filosofia chimica fu proprio lo spiritus mundi confuso con l’anima del mondo. Allo scopo di stimare correttamente
l’importanza di questo episodio della storia delle idee, Scolastique et Alchimie si propone di valutare il posto occupato
dall’alchimia nell’universo filosofico del Rinascimento e dell’Età classica. Per fare questo l’autore ha ritenuto indispensabile studiare la sua rappresentanza e il suo statuto in ciò che
all’epoca costituiva lo sfondo di ogni filosofia, compreso le più innovatrici, vale a dire il pensiero scolastico, così come si dispiegò sia sul terreno cattolico sia su quello della
Riforma. L’autore comincia con l’esaminare le analisi dell’alchimia trasmutato-ria fatte dai teologi-filosofi della Compagnia di Gesù, che svolsero un ruolo importante nella fioritura
della seconda sco-lastica, e preponderante nel sistema educativo. Egli estende l’indagine ai corsi di filosofia prodotti negli altri ordini religiosi, prendendo
come esempio quello, assai poco noto ma assolutamente completo e perfettamente rappresentativo, del teatino Felice Gaetano Verani. Matton s’interessa poi alla posizione dei
principali teologi riformati del Rinascimento di fronte alla questione dell’alchimia tra-smutatoria, poi a quella dei rappresentanti di una corrente specifica della scolastica in
ambito protestante, quella dei ra-misti e dei semi-ramisti. Infine, prende in considerazione la volgarizzazione degli insegnamenti della scolastica nella letteratura religiosa in lingua
volgare, limitandosi a quella della Francia del Seicento e concentrandosi su quella univer-sità popolare che era l’eloquenza religiosa.
Da tutto ciò, contrariamente alle idee che hanno oggi abitualmente corso, risulta che per la scolastica, vale a dire per il pensiero in qualche modo ufficiale del tempo, lo statuto
teologico-filosofico dell’alchimia era quello di una disciplina subordinata alla fisica e, in quanto tale, perfettamente legittima, sebbene fosse al tempo stesso giudicata molto
arrischia-ta per la gente comune per via degli innumerevoli ostacoli teorici e pratici circa la realizzazione delle trasmutazioni alchemiche le quali, benché ritenute teoricamente
possibili, erano considerate estremamente difficili, se non praticamente impossibili da effettuare.
Sylvain Matton ha inoltre raccolto negli annessi a ciascun capitolo un importante corpus di testi rari, che costituisce un prezioso strumento di lavoro.
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54,00
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Grillot de Givry, LOURDES – Ville initiatique - Arché Milano - Pgg. 448 - NOVITÀ 2009
Per la terza volta nel corso di un secolo, quest’opera divenuta rara riappare infine per merito di Francis Laget, che la
presenta ai lettori accompagnata da quattro testi complementari: due dello stesso Grillot de Givry (uno dei quali con l’introduzione di Marcel Clavelle), un altro
del suddetto Marcel Clavelle, e il quarto, molto pertinente, di René Guénon, che prende in considerazione «l’eccellente articolo di Grillot de Givry sui luoghi di pellegrinaggio».
Occorre osservare che nel 1922 René Guénon, assumendo la direzione di Le Voile d’Isis, si era premurato di conservare quali collaboratori della rivista destinata a
di-ventare Études Traditionnelles, solo Grillot de Givry e Tamos (Georges-Auguste Thomas). Lourdes fu concepito come il primo volume di una serie di otto “città
iniziatiche” che si riferivano a una “geografia sacra”, espressione che Grillot de Givry non usa, ma che René Guénon definirà con precisione, assicurandole in
tal modo una diffusione considerevole. Lo studio, ricchissimo di riferimenti dottrinali e tradizionali cattolici, sia in senso stretto sia
nella loro dimensione “universale” non si colloca quindi sul piano e-sclusivamente religioso: «subito esso lo trascende situandosi su quello del “Sacro” e dell’esoterismo. Il
campo unicamente cristiano è sempre ricollocato in una prospettiva della “unità trascendente delle Tradizioni” […] senza che il contenuto teologico cristiano sia mai negato
né contraddetto. […]. Da ciò risulta il riconoscimento implicito di un “esoterismo cristiano”, di cui Louis Charbonneau-Lassay sarà il primo a parlare nei suoi studi sulla rivista
Regnabit, circa venticinque anni dopo.»
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Jacques Rohault, PHYSIQUE NOUVELLE - Arché Milano - Pgg. 462 - NOVITÀ 2009
Il filosofo cartesiano Jacques Rohault (1618-1672) è famoso soprattutto per il suo Traité de physique pubblicato nel
1671, più volte ristampato fino alla metà del Sette-cento, rapidamente tradotto in latino e poi inglese, e acclamato dalla élite dell’Europa intellettuale, in particolare da
Leibniz, Huygens, Bayle, Malebranche e Buffon. Quest’opera era stata preparata da una serie di conferenze pubbliche effettuate da Rohault a partire dalla fine del
1650. Scoperto di recente, il manoscritto inedito della Physique nouvelle, che risale al 1667, segna una tappa importante fra la semplice rac-colta delle conferenze e la
redazione definitiva del Traité: vi si scorge un cartesiano all’opera, che maneggia e manovra i concetti del maestro, introducendo idee nuove e fatti nuovi (sulla
pesantezza dell’aria, i fenomeni di capillarità e di tensione superficiale dei fluidi, il magnetismo, l’ottica, l’arcobaleno, eccetera), in breve, chiarendo i Principes
cartesiani mediante una ricerca sperimentale rinnovata. La presente edizione è accompagnata da studi che mettono in vista la Physique nouvelle. In
particolare, vi si trovano sviluppati con precisione le scommesse del cartesianismo e la loro trasformazione nel pensiero filosofico e fisico della seconda metà del Seicento.
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George R.S.Mead, APOLLONIO DI TIANA, il filosofo riformatore del I° secolo della nostra era. - Edizioni PiZeta - Pgg.140 - NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF 
George Robert Steow Mead, nasce a Nuneaton (Inghilterra) nel 1863. Profondo
studioso dei Misteri dell'antichità, è autore di numerosi scritti soprattutto di carattere gnostico.
In quest'opera - di cui ripubblichiamo la prima traduzione italiana, molto apprezzata da Arturo Reghini (Ignis, Agosto-Settembre
1925, n. 8-9) - l'autore raccoglie ed esamina le notizie su Apollonio, affascinante figura di filosofo e taumaturgo, cercando di portarne alla luce la persona
reale, liberata dalle incrostazioni fantastiche che, favorevoli o contrarie, vi si sono nel tempo sovrapposte.
Mead espone così le varie testimonianze sul filosofo: da quelle (peraltro controverse) scritte nel III secolo da Filostrato - basate
soprattutto sulle note di Damis, fedele discepolo di Apollonio - a quelle lasciate, ad esempio, da numerosi Padri della Chiesa.
Ne emerge pertanto il contorno di un uomo che, presto abbandonati gli averi paterni, si
orienta definitivamente verso la vita pitagorica fatta di studio e di ascesi, di continui viaggi e
di "miracoli", tanto che alcuni ne sottolineano sorprendenti affinità con Gesù Cristo.
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Joseph De Maistre - LETTERE AD UN GENTILUOMO RUSSO SU L’INQUISIZIONE SPAGNUOLA - Edizioni PiZeta - Pgg.258 - NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF 
Il conte Joseph de Maistre (1753 - 1821) nacque a Chambéry, nel¬la Savoia, allora facente
parte del Regno di Sardegna. Dal 1802 al 1817 fu ambasciatore di re Vittorio Emanuele I alla corte dello zar Alessandro I a San Pietroburgo.
Diplomatico, filosofo e politico di alto livello, dopo una breve ini¬ziale simpatia per la Rivoluzione Francese, divenne - ed è tuttora con¬siderato - uno fra i più
importanti ideologi del movimento controrivo¬luzionario, nonché fermo sostenitore della Restaurazione. Cattolico rigoroso, visse tuttavia (dal 1774 al 1790) un'esperienza massonica,
specialmente in una loggia rivolta al pensiero tradizionali¬sta di Louis Claude de Saint-Martin osservando, in questa corrente, la possibilità di ristabilire il Cristianesimo in Europa.
Nelle Lettere ad un gentiluomo russo su l'Inquisizione spagnuola - di cui presentiamo l'edizione in italiano del 1823 redatta da un ano¬nimo traduttore -
Joseph de Maistre, con una logica stringente suppor¬tata da precise informazioni, mostra l'infondatezza delle accuse soli¬tamente rivolte al Tribunale dell'Inquisizione in Spagna,
spesso lan¬ciate da esponenti dell'Illuminismo, mettendo invece in luce come l'operato del Tribunale potè, al contrario, evitare gravi calamità alla nazione.
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10,00
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Nuccio D’Anna, IL SANTO GRAAL, Mito e realtà - Archè - Edizioni PiZeta - Pgg.258 - NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF
In questo documentatissimo studio
l'Autore si propone essenzialmente lo scopo di restituire la simbolica, arcana immagine del Graal, mondata dall'incredibile quantità di notizie fantasiose, se non più o meno
volutamente di storte in circolazione ormai da anni. Sulla base dell'analisi della vasta letteratura sull'argomento, opera di insigni studiosi italiani e stranieri, Nuccio D’Anna
risale dapprima alle radici del "mito" del Graal, vale a dire alla civiltà antico-celtica dell'isola di Avallon, l'Inghilterra, dove si produsse l'osmosi fra la tradizione
druidica e la tradizione cristiana la quale, a poco a poco, assorbì la prima conservandone tuttavia alcuni aspetti peculiari. Nel successivo excursus lungo l'età
medievale, emerge l'alto rilievo della spiritualità cistercense e cluniacense nella società del tempo; spiccano le figure di due sovrani illuminati, il plantageneto
Enrico II e la sua potentissima sposa Eleonora d'Aquitania; appaiono tre enigmatici autori - Chretien de Troyes, Robert de Boron
e Wolfram von Eschenbach - i quali, cantando le gesta di re Artù, del mago Merlino e dei
cavalieri della Tavola Rotonda, introdussero la leggenda del Graal, il "sacro calice" che,
secondo la tradizione, Cristo usò nell'Ultima Cena o, stando a un'altra versione, il vaso in cui Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo.
Nell'esplorazione della "leggenda", l'Autore ne coglie altri pregnanti elementi simbolici quali
il "Re Pescatore" e il favoloso regno del "prete Gianni", oltre a sorprendenti accostamenti,
come la misteriosa città di Sarraz, sede del Graal ed evidente legame con la tradizione islamica - ma anche, e soprattutto, l'immensa struttura, che fa risaltare il Santo Graal quale
punto centrale della Storia della Salvezza.
Nuccio D'Anna è uno storico delle religioni attento al mondo classico sul quale, fra l'altro, ha
scritto: Il Neoplatonismo (1989); Il dio Giano ( 1992); La Disciplina del Silenzio. Mito, mistero ed estasi nell'antica Grecia (1995); Il Divino nell'Ellade (2004); Il Gioco Cosmico,
Tempo ed eternità nell'antica Grecia (2006); Mistero e Profezia, La IV egloga di Virgilio e il rinnovamento del mondo (2007); Publio Nigidio Figulo. Un pitagorico a Roma (2008); Il
monachesimo celtico, Una spiritualità primordiale (in stampa). Ha anche studiato alcune correnti mistico-estatiche medievali in La Sapienza nascosta (2001) e ne Il Segreto dei
Trovatori (2005).
ISBN 978-88- 7252-298-1 / ISBN 978-88-87625-39-4
In copertina El Santo Càliz, usato da papa Benedetto XVI° durante la messa nella
cattedrale di Valencia (9 luglio 2006)
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20,00
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La Magie de la Rose-Croix d'Or - Archè 2009 - Pgg: 352 - NOVITÀ 2009
In “Un Rose-Croix méconnu entre XVIe et XVIIe siècles: Federico Gualcii ou Auguste
Melech Hultazob prìnce d'Achem “ (2006), Alexandre de Dànann avviava una ricerca sulla Confraternita Aurece et Rosee Crucis originaria (ben distinta dal sistema a nove
gradi noto come Ordine dei Rosa-Croce d'Oro di Antico Rito). Egli prosegue presentando qui un documento inedito d'importanza straordinaria: un Bréviaire de
la Confrérie de la Rose-Croix d'Or, secondo il solo manoscritto del Seicento finora conosciuto, conservato a Praga, alla Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca.
Redatte in latino e in tedesco, le preghiere vi sono inframmezzate da salmi, caratteri magici, da disegni e da un centinaio di
sigilli magici una parte dei quali riporta una modalità d'impiego in scrittura cifrata. Esso è qui decodificato con l'ausilio di un metodo steganografico elementare per
mezzo di tavole di corrispondenza delle lettere, affini a quelle di Tritemio. Il manoscritto conferma così la pratica,
nella Rosa-Croce d'Oro, della magia oltre all'alchimia, come anche attestato dagli statuti del Seicento e dai documenti che mostrano la genealogia dei testi operativi della Confraternita.
Un'ampia introduzione completa il dossier Rosa-Croce d'Oro con elementi nuovi e
importanti e mette in luce personaggi-chiave, quali Hinricus Madathanus alias Hadrianus a Mynsicht, e Johannes Augustinus Pantheus. Essa attira in particolar modo l'attenzione sul
meno noto ma non meno importante Giovan Battista Agnello, medico e alchimista veneziano in contatto con John Dee e trasmettitore della tradizione della Voarchadumia, e
forse della Rosa-Croce d'Oro, in Inghilterra.
Gli annessi abbondano di informazioni e presentano, fra l'altro, gli statuti del 1678 nella loro
integralità (i quali attestano l'esistenza della Confraternita dal 1542-43), un documento del Settecento che attesta elementi comuni alla Rosa-Croce d'Oro e alla Massoneria, come
anche uno squisito poemetto alchemico cifrato (e decrittato) del Seicento.
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46,00
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Jean Pataut: Jean-Baptiste et Jean I'Évangéliste, 'Fils de la Résurrection' - Archè Milano 2009 - Pgg. 240 - NOVITÀ 2009
Quest'opera originale propone risposte
precise alle domande e ai dubbi relativi alle origini del Cristianesimo; in particolare sui gradi iniziatici dei suoi Padri fondatori e sulla Tradizione gioannita.
Dove situare Giovanni Battista sulla scala degli esseri e sull'Albero della Vita? Come definire i "Figli della Resurrezione"?
Come caratterizzare gli stati resurrezionali di Gesù? Perché il quarto vangelo appare così simile a certi apocrifi e così estraneo ai nostri postulati, ad esempio circa la natura della
libertà? Da un punto di vista alchemico, perché questo testo si colloca nell'Opera al rosso? Come caratterizzare la Chiesa di Giovanni rispetto alla Chiesa di Pietro?
I gradi della controiniziazione non sono forse strettamente conformi alle strutture inverse dell'Albero della Vita?
II ricorso alla Cabala, all'Alchimia e alla Gnosi ci conduce così dai misteri insondabili ai misteri giustificati.
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18,00
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Jean Haudry: La triade - pensée, parole, action, dans la tradition indo-européene. - Arché Milano 2009 - Pgg. 523 - NOVITÀ 2009

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André Benzimra: Hermétisme et alchimie dans la kabbale - Prolongements maçoniques, Archè Edizioni - Pgg: 176 - NOVITÀ 2009
SCHEDA PDF  
TABLE DES MATIÈRES Alphabet hébraïque Introduction Liminaire
PREMIÈRE PARTIE: HERMÉTISME ET ALCHIMIE DANS LA KABBALE
I – Obiections II – Hermétisme et kabbale III – Alchimie et kabbale IV – Purification et restauration de la «perle blanche» V – L’alchimie de l’âme
VI – La méthode de réalisation
DEUXIÈME PARTIE: PROLONGEMENTS MAÇONNIQUES I – La pierre cachée II – La descente dans les entrailles de la terre III – Hénoch
IV – Hiram
ANNEXES I – La Ténèbre II – La Merkavah, le Char divin III – Le corps de lumière IV – Khiriq, le Messie dans le monde des lettres
V – La légende du 13e degré maçonnique VI – Eheieh ascher Eheieh, Je suis ce que je suis VII – Compléments sur Hénoch VIII – Métatron
Bibliographie.
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18,00
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Nasser Gharagozlou: L’Asie Centrale et l’Occident - Etudes sur l’indipendence, l’emergence de l’extremisme, l’enjeu du pètrole et de l’Islam -
Diffusion Archè - pgg.440
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38,00
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