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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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PREZZO €
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438
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AA.VV:, Charis – Archives de l’Unicorne: La polémique sur les «Supérieurs Inconnus». (2003), pp. 208.
Le battaglie di Sphinx (René Guénon) con Gustave Bord, Charles Nicoullaud et alii. Ventun testi tratti da:
- La Bastille
- La France Antimaçonnique
- Mysteria
- Revue Internationale des Sociétés Secrètes
Sommario
- Le Liseur, Un Initié des sociétés secrètes supérieures: Franciscus, Eques a capite galeato
- L[ouis] D[asté], Un Initié des sociétés secrètes supérieures: Franciscus, Eques a capite galeato
- Gustave Bord, Franciscus, Eques a capite galeato
- Benjamin Fabre, Aventures d’un Haut-Maçon imposteur à la façon de Cagliostro
- Une discussion à propos du livre «Franciscus, Eques a capite galeato»
- A. Martigue [Charles Nicoullaud], Extraits de «Sommaires & Analyses»
- [Le Sphinx], La Stricte Observance et les Supérieurs Inconnus
- L[ouis] D[asté], La Stricte Observance et les Supérieurs Inconnus
- Le Sphinx, A propos des Supérieurs Inconnus et de l’«astral»
- Gustave Bord, L’Enigme
- Le Sphinx, L’ «Enigme»
- Gustave Bord, Histoire ou mélodrame
- Charles Nicoullaud, Réponse au Sphinx
- Courtoises observations à l’Agence Roma
- Le Sphinx, Réponse à M. Nicoullaud
- Charles Nicoullaud, Extrait de l’«Index Occultiste»
- Le Sphinx, M. Nicoullaud récidive…
- Papus, Les «Supérieurs Inconnus»
- Gustave Bord, Réponse au Sphinx
- Le Sphinx, Dernière réponse à M. Bord
- Le Sphinx, Réflexions sur le Pouvoir occulte
- Paul Copin-Albancelli, L’interdiction de la Franc-Maçonnerie
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19,00
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193
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Mémoire pour le Comte de Cagliostro, accusé, contre Monsieur le Procureur Général, accusateur, (1973), pp. 80, con illustrazioni.
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9,50
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228
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Rituels authentiques de la Loge Thébah, (1983), pp. 32.
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6,50
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380
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Barles, J., Storia dello scisma massonico inglese del 1717.
Jean Barles, al termine di un’onorata carriera in qualità di Ispettore Generale
delle Poste Francesi, si ritira nel 1926 nel paesino di Trans-en-Provence. Appassionato di storia, scopre negli archivi comunali una ricchissima documentazione risalente al XVI
secolo. Un episodio della storia di Trans lo spinge ad
occuparsi dei protestanti, della loro persecuzione sotto Luigi XIV culminata con la revoca dell’Editto di Nantes (1685), del loro esodo soprattutto in Olanda e in Inghilterra. Fondata la rivista Archivi di Trans-en-Provence, Jean Barles ha modo di pubblicare i risultati dei suoi studi. In particolare – ed è questo il contenuto della presente opera – sul turbolento periodo a cavallo fra Seicento e Settecento in Europa, con l’analisi della dissennata politica anti-protestante del Re Sole, del suo conflitto con Guglielmo di Orange e delle funeste conseguenze per la Francia. A queste vicende s’intrecciano quelle della Massoneria inglese che, secondo l’Autore, venne coinvolta suo malgrado, subendo l’infiltrazione della politica e dello spirito scientifico, che determinarono una rottura con le antiche tradizioni della venerabile confraternita. Fra i personaggi di spicco promotori dello “scisma massonico inglese”, emerge Jean-Théophile Désaguliers, figura complessa descritta dall’Autore con dovizia di particolari. Di famiglia protestante emigrata in Inghilterra a causa delle persecuzioni, Désaguliers, pastore anch’egli come il padre, scienziato, amico di Newton e membro della Royal Society, fu uno dei principali fondatori della Gran Loggia di Londra nel 1717, di cui divenne anche Gran Maestro.
Gli studi di Jean Barles (il quale sempre sottolineò la sua non appartenenza alla Massoneria), costituiscono una ricerca preziosa per l’assoluta imparzialità di giudizio,
che ebbe a meritare i lusinghieri apprezzamenti di Albert Lantoine e di René Guénon, riportati alla fine dell’opera. (2000), pp. 356.
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20,66
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461
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abate Isidoro Bianchi, Dell’Instituto dei veri Liberi Muratori, 2005 , Pgg. 104
L’opera di Isidoro Bianchi, abate dell’Ordine Camaldolese, stando all’originale
del 1786, fu pubblicata a Ravenna “Presso Pietro Mart. Neri”, “con licenza de’ Superiori”. In realtà, per motivi ampiamente spiegati nella Nota introduttiva del curatore, essa
fu stampata a Cremona, città natale dell’autore.
Il dotto abate – la cui intensa vita e le cui opere furono descritte da Vincenzo
Lancetti nella sua eccellente Biografia Cremonese (Milano, 1820, tomo II) – promuove una difesa appassionata della Libera Muratoria, come veniva comunemente designata nel Settecento la
Massoneria, al fine di informare correttamente il pubblico su questa istituzione. Nella Prefazione, infatti, l’autore afferma che: «Tutti coloro, che parlano dei Liberi
Muratori, e del loro instituto si possono distinguere in tre classi. Alcuni avendo lo stolto coraggio di parlare de’ medesimi senza averne alcuna idea, giungono persino a persuadersi,
che essi non esistono, e che non abbiano avuto mai esistenza alcuna. Altri, destinati ad essere vittime infelici della ignoranza e della calunnia, ne parlano solo con quei sentimenti, che
questi mostri possono loro inspirare; ed altri in fine, superiori a tutte le volgari stravaganze degli uomini, o rimangono in un pacifico e filosofico silenzio, o costretti a dirne il
loro parere si esprimono su di ciò con tanta moderazione, decenza e riserbo, che difficilmente vengono intesi dal volgo profano, e creduti dai Dotti pregiudicati. I primi, camminando a
tentone nelle più folte tenebre della incertezza e dell’errore, non è maraviglia che cadino nelle più ignobili contradizioni, e persino nel più ridicolo pironismo. I secondi,
prevenuti dai fatali clamori della maldicenza e della superstizione, che ascoltano sempre senza esame e senza calcolo, arrivano ancora a ricolmare i Franchi Muratori di vizj, che
oltraggiano ugualmente i buoni costumi, e l’umanità. Gli ultimi finalmente, che sono e saranno sempre nel più piccol numero, guidati dalla scintillante luce del vero, che spesso
abbaglia le deboli pupille, o non si curano di illuminare coloro, che vogliono ed amano di essere ciechi, o non possono che dir qualche cosa alle Persone dabbene e rischiarate, a quelle
poche persone cioè che per loro buona sorte il giusto Giove ha voluto distinguere coll’amor suo.»
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12,00
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392
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Bianchini, L. – Trombetta, A., Goethe, Mozart e Mayr Fratelli illuminati.
Infiniti sono i misteri e i segni della musica. Quando sembra che tutto sia stato
catalogato, vagliato e verificato,
può succedere che una scoperta, in sé piccola e apparentemente poco significante, rivoluzioni le acquisizioni consolidate da lungo tempo, un modo di pensare, forse anche una stagione della storia. Ora avviene che, sottratta all'oscurità profonda in cui era stata confinata e mai considerata, emerga… la partitura di un Verter, prima opera di un allora ancora sconosciuto musicista bavarese Giovanni Simone Mayr. L’indagine messa in moto intorno al Verter di Mayr ha portato i due studiosi a riconsiderare argomenti sul conto dei quali molto si è scritto e che ora vengono ripresi e interpretati alla luce di una prospettiva inedita e con esiti a dir poco sconcertanti nella quale gran peso, ad esempio, ha la figura di Cagliostro… mentre chiarificatrici risultano le pagine dedicate all’Ordine degli Illuminati, alla Massoneria…
A quest’Ordine degli Illuminati di Baviera appartenne, secondo i brillanti autori di questa monografia, anche Mozart, non diversamente da Goethe… Al Verter di Mayr, il
cui libretto è qui riprodotto, gli autori dedicano un’approfondita analisi che non solo illustra le corrispondenze con la Zauberflöte, ma fornisce la materia prima
per rileggere in una chiave diversa e nuova quel capolavoro. (2001), pp. 445.
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30,00
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Burgoyne, T. (membro della Hermetic Brotherhood of Luxor), Dynamique Celeste (La), corso di metafisica astrale, (1982), pp. 160.
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21,00
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166
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Camicas, Y. & C., Gens du Blâme (Les). Une secte au quotidien. (1995), pp. 320.
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20,00
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142
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Charbonneau-Lassay, L., Cœur (Le) rayonnant du donjon de Chinon attribué aux Templiers, (1975), pp. 44, con illustrazioni.
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11,00
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406
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de Bock, J.N.E., Santa Vehme (La). (2002) pp. 160.
Dopo la splendida monarchia fondata da Carlomagno, con l’estinguersi della dinastia
carolingia, l’autorità imperiale declinò sempre più. La corona dei Cesari passò a prìncipi sempre più deboli con il trionfo della totale anarchia. Si narra che proprio dai secoli
bui attraversati dalla Germania sorgesse la mostruosa corte di giustizia detta tribunale segreto, generalmente nota come Santa Vehme. A quanto si tramanda, sembra che in origine il
tribunale fosse stato fondato dallo stesso Carlomagno e composto da uomini integerrimi e senza macchia. Purtroppo col tempo il tribunale degenerò al punto da diventare un esercito di
assassini. Si calcola che nel XIV e XV secolo i suoi membri – i franchi giudici – arrivassero fino a centomila e commettessero abusi e atrocità di ogni genere. Chi, colpevole o
innocente, aveva la sventura di essere iscritto nel blut-buch, il libro di sangue, sarebbe caduto inevitabilmente nelle mani di questi carnefici invisibili.
Quest’opera, contributo alla storia delle società segrete, presenta una terribile
ed affascinante prova dell’esistenza della tristemente famosa corte di giustizia, avvalendosi delle copiose testimonianze di giuristi e scrittori antichi. Essa è preceduta da una nota
descrittiva della situazione della Germania intorno al XV secolo, tratta dalla Storia Universale di Cesare Cantù.
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12,00
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446
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de Dànann, Alexandre, Un envoyé de la Loge Blanche BÔ YIN RÂ de la Teshu Maru au (Grand Orient de Patmos . (2004), pp. 224.
Autore di decine di opere, per la maggior parte tradotte in
francese, il pittore tedesco Joseph Anton Schneiderfranken (25.11.1876 – 14.2.1943), iniziato dai “Maestri della Loggia
Bianca” o “Radiosi della Luce Originaria” che gli diedero il nome di Bô Yin Râ, esercitò nel corso del XX secolo – e fino ad oggi – una notevole influenza in Germania e
nell’Europa dell’Est. Negli anni ’30 i suoi editori tedeschi annunciavano che il numero dei suoi lettori superava il milione.
Perché questo personaggio ci interessa particolarmente?
Da una lettera di René Guénon a Julius Evola, il pittore,
«collegato ad un’organizzazione abbastanza singolare con sede dalle parti del Turkestan», gli fu presentato come «il solo europeo che ne facesse parte». Lo Swami Narad
Mani, uno degli informatori di Guénon, identifica tale organizzazione nella «Massoneria indù dei “Teshu Maru”»,
specie di “copertura” di un centro spirituale importante: l’Agarttha; al vertice di detta “massoneria” si troverebbe il Dalai Lama. Secondo Paul Chacornac si tratta di
un’organizzazione “mongola”. Questi sono gli elementi più noti della questione.
Il presente lavoro, frutto di una ricerca approfondita, offre una documentazione ricchissima – in
gran parte inedita – consentendo nuovi chiarimenti e parlando di alcune “fonti” quasi
sconosciute di René Guénon. Esso affronta, fra l’altro: la critica del Teosofismo e di Madame
Blavatsky; i Maestri di Bô Yin Râ (numerosi ragguagli sono forniti dall’interessato); l’incontro
con Gustav Meyrink; Paul Sédir, la Venere Magica e la Hermetic Brotherhood of Luxor; Mastro Filippo da Lione; le occupazioni di Rudolf von Sebottendorf; il dottor Émile Dreyfus ed il
Grande Oriente di Patmos.
Alexandre de Dánann presenta inoltre un documento inedito di
grandissimo interesse, tradotto dall’originale tedesco: il Libro dei Rituali, contenente i rituali operativi di un’organizzazione a pretesa
iniziatica fondata da Bô Yin Râ, la E.B.D.A.R., più nota con il nome di Grande Oriente di Patmos. Definita dal suo fondatore come «una
confraternita esclusivamente maschile per l’Opera di Edificazione Sacra», si può supporre che gli insegnamenti ricevuti dai suoi maestri Teshu Maru vi confluirono in parte.
L’opera comprende anche un articolo del dottor Émile Dreyfus, con lo pseudonimo di
Patrodès, apparso nel 1928 sulla rivista Le Symbolisme.
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32,00
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508 |
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Alexandre de Dánann, Un Rose-Croix méconnu entre le XVII et XVIII siècles: FEDERICO GUALDI, Avec de nombreux textes et documents rares et
inédits pour servir à une histoire de la Rose-Croix d’Or; Archè Milano, 2006,
Volume con illustrazioni in b/n, Pgg. 704
Nel corso della polemica sui “Superiori Incogniti”, Gustave Bord, mettendo Guénon alle strette, lo incitò a fornire alcuni nomi di quei
grandi iniziati, oltre al conte di Saint-Germain. Dopo Althotas, il misterioso maestro di Cagliostro, e Valmont, Guénon citò Gualdo, “l’alchimista di Venezia”. La presente opera
dimostra l’appartenenza di questo personaggio leggendario alla stessa “famiglia” dei Saint-Germain e dei Cagliostro. Noto col nome di Federico Gualdi, questo tedesco, maestro di
Cagliostro e amico intimo di Saint-Germain, svolse molteplici attività nel corso del suo lungo soggiorno a Venezia e nella regione…Poliglotta, astronomo e matematico, fu considerato un
adepto in possesso del “segreto divino” e dell’elisir di lunga vita. Ritenuto aver raggiunto l’età dai 200 ai 600 anni, il suo aspetto era quello di un uomo di 40: ne sarebbe
testimonianza un ritratto di Tiziano… Gualdi fu uno dei capi dell’Ordine della Rosa-Croce d’Oro, fondato ben prima del 1710 (un manoscritto conservato a Napoli, recante la data
del 1678, attesterebbe l’esistenza di questa confraternita già nel 1542); in conformità agli statuti dell’Ordine, si dedicava, come tutti i membri, all’alchimia, alla creazione di
spiriti familiari e di homunculi, alla generazione artificiale, alla fabbricazione di medicamenti e di elisir… Oggetto di un’inchiesta da parte del Sant’Uffizio di Venezia
(1676), che tuttavia non sboccò in un processo, scomparve molto più tardi da questa città per riapparire, verso il 1716, su suolo tedesco… Non per questo la storia di “Gualdi”
è terminata: il barone di Wächter, dell’Ordine della Stretta Osservanza, incontrerà il suo sedicente “nipote”, che lo inizierà e lo farà partecipare a due riti magici… Il
presente libro contiene la descrizione dettagliata e le tavole dei testi segreti operativi, alchemici e magici, dei Rosa-Croce d’Oro, nonché numerosi documenti inediti o rari, che
possono servire a riscrivere alcune pagine della Rosa-Croce.
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58,00 |
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192
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De Danann, A., Mémoire du sang. “Controiniziazione”, culto degli antenati, sangue, ossa, ceneri, palingenesi. (1990), pp. 180, con illustrazioni.
Dopo aver lasciato intravedere le origini bibliche della “controiniziazione”
nell’unione degli umani con gli angeli
decaduti, l’autore ne considera le conseguenze, sia pure lontane: da un lato, la nascita di stirpi “particolari” il cui sangue ne conservò a lungo la memoria per mezzo di culti quali quello degli antenati; dall’altro, la trasmissione, da parte degli angeli ribelli, di certe conoscenze inerenti al sangue, nel senso più ampio della parola. Queste stirpi, che rifiutarono sempre il significato della Redenzione e la dottrina di Cristo, sarebbero così gli strumenti operativi della “controiniziazione” nel corso della storia.
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24,50
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437
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de Dànann, Alexandre, Les Secrets de la Tara Blanche. Lettres d’un Lama occidental à Jean Reyor . (2003), pp. 240.
Il libro ci presenta alcuni estratti di una corrispondenza di eccezionale valore,
negli anni 1935-45, fra Jean Reyor – amico e “persona di fiducia” di René Guénon - e Jean Calmels, misterioso personaggio noto come “il lama” e indicato dallo stesso Reyor
come <<persona che ebbe rapporti diretti con numerose scuole orientali>>, <<avente una conoscenza approfondita di cose di carattere iniziatico>>. “Superiore
Incognito” dell’Ordine Martinista in gioventù, Jean Calmels parla, molti anni dopo, in termini enigmatici e profetici, dell’ultima fase del Kali Yuga, rivelando aspetti dottrinali
tradizionali, a quell’epoca ancora poco noti in Occidente, riguardanti aree geografiche divenute teatro di gravi eventi in questi ultimi tempi
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28,00.
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420
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de Luzarche, Adolphe, Les Officiers de la Loge. Saggio di cosmogonia massonica.
(In francese), (2002) , pp. 116.
Il mondo “moderno” ha contaminato molte Logge, alterando la qualità dei rituali e
spingendole verso le derive delle contingenze profane (politiche, economiche, sociali), compromettendo la regolarità ed il significato autentico delle “operazioni della Loggia di San
Giovanni”. Questa raccolta, è soprattutto rivolta ai “Fratelli” di Rito Scozzese Antico e Accettato desiderosi di conoscenza tradizionale e di rigore rituale.
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15,00
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451
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Benjamin Fabre, Un Initié des Sociétés Secrètes Supérieures Franciscus, Eques a capite galeato 1753 - 1814,
Archè 2003, Pgg. 524
[…] Benjamin Fabre si è formato alla scuola di Barruel e di Crétineau-Joly. Egli
ha compreso in modo ammirevole la teoria di Copin-Albancelli sulle società sovrapposte, teoria combattuta da alcuni antimassoni – non si sa perché – ed ha saputo trarre vantaggio
dai preziosi archivi che gli furono affidati. Di conseguenza la sua opera presenta un duplice interesse: da un lato, per l’origine e l’importanza dei documenti che procura
all’arsenale antimassonico e, dall’altro, perché può notevolmente contribuire ad aiutare i Francesi a sfuggire alle trappole che sono loro quotidianamente tese […]
Dalla
presentazione di René Guénon, che si firma “Le Liseur” in La France Antimaçonnique del 10 luglio 1913. (Lettera inedita a Luc Benoist del 1° settembre 1934).
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33,00
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507
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Hammer-Purgstall, ]oseph von, Origine, potenza e caduta degli ASSASSINI. pp.222
Il barone ]oseph von Hammer-Purgstall (1774 - 1856), insigne
orientalista austriaco vissuto per lunghi anni a Costantinopoli, pubblicò quest'opera nel 1818: uno dei primi studi che aprirono agli Europei dell'epoca una finestra
sull'antico mondo medio-orientale. La prima (e probabilmente unica) traduzione italiana, pubblicata a Padova nel 1838, avvenne per merito del professor Samuele
Romanin (1808- 1861), il quale, dello stesso autore, tradusse anche la Storia dell'Impero Osmano.
L' Autore, nel suo documentatissimo lavoro largamente basato su fonti orientali di prim'ordine, descrive una parte
notevole dell'intricata storia di quei popoli antichi, la quale è strettamente connessa alla diffusione dell' Islam e delle sue numerose sette eretiche e
scismatiche, fra cui spicca quella gli Assassini.
La setta, fondata nel 1090 da Hasan ben Sabbah. ebbe quale sede principale la fortezza di Alamut in
Persia. Capeggiati dal leggendario Vecchio della montagna, gli Assassini (che sembra debbano il loro nome all' assunzione di hashish) imperversarono per quasi due secoli nel
Medio Oriente, temuti da re e da principi, fino alla loro caduta, intorno alla metà del 1200, per opera dei Mongoli guidati da Hulagu.
Hammer-Purgstall è insieme scrupoloso erudito e uomo del suo tempo; la sua opera
evidenzia in tal modo due caratteristiche essenziali: da un lato la possibilità di affacciarsi su
un mondo poco o per nulla conosciuto; dall' altro, la testimonianza della mentalità europea della sua epoca.
Siamo nel 1818 a Vienna, e l' Autore è stato per anni ed è tuttora funzionario di Casa d'
Austria. La sua attuale posizione non può permettergli di essere libero di esprimere le sue conoscenze storiche: deve allinearsi con il pensiero dominante dell' Austria e dell' Europa
"bacchettona" . Napoleone ha perduto ed è prigioniero a Sant'Elena: tutto ciò che ha fatto
viene "demonizzato", le sue strutture demolite, le Logge massoniche che i suoi ufficiali
avevano diffuso nei Paesi conquistati sono chiuse. Vengono falsamente attribuiti alle società segrete (e tale viene considerata anche la Massoneria) la responsabilità della Rivoluzione
Francese e lo scopo di provocare la rovina del Trono e dell' Altare. Hammer-Purgstall rappresenta così anche la testimonianza dell' odio che un certo ambiente della
"Restaurazione" aveva verso il pensiero libero del Settecento, trasferendo nel Medioevo un "pensiero" che sarebbe nato 500 anni dopo.
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20,00
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169
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Hermetic Brotherhood of Luxor, Textes et documents secrets de la H. B. of L. (1988), pp. 174, con illustrazioni.
Vengono presentati, per la prima volta, documenti riservati ai membri di questa
società con pretese iniziatiche, a cui
René Guénon consacrò particolare attenzione. Nata (o ricostituita) verso il 1870, la H.B. of L. fu all’origine dei primi fenomeni “spiritici”, che quindi, secondo Guénon e secondo gli insegnamenti della Fratellanza stessa, non sarebbero stati provocati dagli “spiriti” dei morti, ma da persone ben vive che usavano a distanza mezzi segreti e che facevano parte del “circolo interno” della H.B. of L. A questa società furono affiliati Madame Blavatsky e il colonnello Olcott, che ne furono tuttavia ben presto espulsi, e, a partire da quel momento, la H.B. of L. fu costantemente in lotta con la Società Teosofica. L’H.B. of L., la cui sede era a Boston, fu introdotta in Europa da Max Théon, misterioso personaggio sedicente “adepto dell’antico ordine dell’H.B. of L.” che fu incaricato di formare i “circoli esterni” in Inghilterra e in Francia, dai quali numerosi movimenti occultisti del XIX e XX secolo trassero le loro dottrine.
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24,50
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400
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Introvigne, M., Heaven’s Gate. Le Paradis ne peut pas attendre. (1999), pp. 84.
Il 26 marzo 1997, in un sobborgo di San Diego in California, furono scoperti i corpi
di trentanove membri del “nuovo movimento religioso” denominato Heaven’s Gate. Si tratta del più grande suicidio collettivo mai avvenuto negli Stati Uniti. Sulla base di una
documentazione in gran parte inedita, l’autore ricostruisce la biografia dei leaders del gruppo, traccia la storia del movimento e della dottrina aberrante paradossale che portò i suoi
membri al suicidio.
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12,00
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505 |
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Jarrige Michel, L’Antimaçonnerie en France à la Belle Epoque (1899 – 1914), Archè Milano, 2006
Volume rilegato, con illustrazioni b/n e colori, Pgg. 832
INDICE
- Chap. I: L’état des lieux
La franc-maçonnerie et l’Eglise Les antimaçons L’antiluciférianisme
- Chap. II: Les organisations antimaçonniques
La clef de voûte: des chefs de file et leurs revues La mise en place des structures
Les cinq organisations constituées
- Chap. III: Les principales cibles
Les francs-maçons Les auxiliaires des francs-maçons Les alliés des francs-maçons
- Chap. IV: Les méthodes de combat
La propagande L’action directe Les réactions
- Chap. V: Les enjeux cardinaux
Les catholiques Les femmes
- Chap. VI: Les batailles perdues et les victoires à la Pyrrhus
Les antimaçons auxiliaires de la cause nationaliste et catholique
Les antimaçons en première ligne contre la franc-maçonnerie
- Chap. VII: Les divergences idéologiques
L’antimaçonnisme nationaliste pro-catholique de Copin-Albancelli
L’antimaçonnisme national-catholique de Clarin de la Rive Le combat antimaçonnique centré sur les valeurs chrétiennes
- Chap. VIII: Les discordes (1899-1910)
Les amitiés et les inimitiés La thèse du Pouvoir occulte
La polemique au sujet du Puovoir occulte La création de la Ligue française antimaçonnique et ses retombées L’Episode antimaçonnique de 1910
- Chap. IX: L’imbroglio (1911-1914)
La division et la confusion L’Episode antimaçonnique de 1913 Le paroxysme des soupçons
d’infiltrations maçonniques et des querelles personnelles La recrudescence des polémiques doctrinales
- Chap. X: L’épilogue
La disparition de l’antimaçonnerie classique L’avénement de l’antijudéo-maçonnerie
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66,00 |
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428
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René Le Forestier, La Franc-Maçonnerie templière et occultiste, Pgg. 1.116
INTRODUCTION
- CHAPITRE I – MYTHES ET LEGENDES DU RITE ANGLAIS
- CHAPITRE II – LEGENDES DU RITE ECOSSAIS
- CHAPITRE III – LA LEGENDE TEMPLIERE
LIVRE I – LA STRICTE OBSERVANCE
- CHAPITRE I – LE CHAPITRE DE CLERMONT ET LE CHAPITRE PRIEURAL DE HALLE
- CHAPITRE II – LA MAÇONNERIE RECTIFIEE
- CHAPITRE III – LES DEBUTS DE LA STRICTE OBSERVANCE
- CHAPITRE IV – LES CLERCS DU TEMPLE
- CHAPITRE V – LE CONVENT DE KOHLO
- CHAPITRE VI – LA STRICTE OBSERVANCE DE 1772 A 1775
- CHAPITRE VII – LE CONVENT DE WIESBADEN ET LA SUCCESSION DU CHEVALIER DE L’EPEE
- CHAPITRE VIII – CHARLES DE SUDERMANIE ET FERDINAND DE BRUNSWICK
LIVRE II – LES CHEVALIERS BIENFAISANTS DE LA CITE SAINTE
- CHAPITRE I – JEAN BAPTISTE WILLERMOZ ET LA MAÇONNERIE LYONNAISE
- CHAPITRE II – LE GRAND TEMPLE DE LYON
- CHAPITRE III – LE SCHISME LYONNAIS
- CHAPITRE IV – LES TEMPLIERS DE STRASBOURG ET LE FRERES DE LYON
- CHAPITRE V – LA RESTAURATION DES PROVINCES TEMPLIERES DE LANGUE FRANÇAISE
- CHAPITRE VI – LES DIRECTOIRES ECOSSAIS ET LE GRAND ORIENT
- CHAPITRE VII – LES DIRECTOIRES ECOSSAIS ET LES LOGES FRANÇAISES
- CHAPITRE VIII – LA REFORME DE LYON: L’INTERIEUR ET LA PROFESSION
- CHAPITRE IX – LE CONVENT DES GAULES
- CHAPITRE X – LE SYSTEME DES CHEVALIERS BIENFAISANTS DE 1778 A 1782
LIVRE III – LE SYSTEME DE WILHELMSBAD
- CHAPITRE I – LA STRICTE OBSERVANCE DE 1779 A 1781
- CHAPITRE II – FERDINAND DE BRUNSWICK ET CHARLES DE HESSE EN QUETE DE LA LUMIERE
- CHAPITRE III – LA VICTOIRE DES CHEVALIERS BIENFAISANTS
- CHAPITRE IV – LE CHAMP CLOS DE WILHELMSBAD
- CHAPITRE V – LES SEANCES DU CONVENT
- CHAPITRE VI – UN SYSTEME MYSTIQUE AVORTE
LIVRE IV – LES DERNIERS TEMPLIERS
- CHAPITRE I – LEAS SYSTEMES TEMPLIERS EN ALLEMAGNE, ITALIE ET RUSSIE APRES
WILHELMSBAD
- CHAPITRE II – LES CHEVALIERS BIENFAISANTS DE LA CITE SAINTE (1783-1784)
- CHAPITRE III – PROVINCES TEMPLIERES ET SYSTEMES CONCURRENTS (1785-1787)
- CHAPITRE IV – DECADENCE DU SYSTEME DES CHEVALIERS BIENFAISANTS DE LA CITE SAINTE
- CHAPITRE V – LES CHEVALIERS BIENFAISANTS ET LA REVOLUTION
- CHAPITRE VI – LA RESURRECTION DES CHEVALIERS BIENFAISANTS DE LA CITE SAINTE
- CHAPITRE VII – LES DERNIERS
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120,00
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396
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Le Forestier,René, Illuminés de Bavière (Les). (2001) pp. 730.
Nonostante l’antichità, il libro resta il testo fondamentale sugli Illuminati di
Baviera. Del resto, molti documenti consultati a suo tempo da Le Forestier sono oggi scomparsi a seguito degli eventi delle due guerre mondiali.
Ecco cosa ne dice la Bibliotheca esoterica del Dorbon:
“Opera fondamentale sui famosi Illuminati […]. Avendo avuto fra le mani
tutti i documenti confiscati durante le persecuzioni del 1786 contro l’Ordine, nonché dei documenti un tempo posseduti sia da Bode, che svolse un ruolo importante, sia dallo scrittore
Becker, il nostro autore
ha potuto ricostruire la completa cronistoria dell’Ordine degli Illuminati: la genesi, le idee originarie, le dottrine politiche e religiose, gli scopi e l’influenza che ebbe sugli avvenimenti contemporanei ed in particolare sulla Rivoluzione francese. Sarebbero da citare molti capitoli di un libro che chiarisce la vita occulta di un’epoca. Ricordiamone solo alcuni: Il Testamento filosofico di Weishaupt; La leggenda dell’Illuminismo; Gli emissari dell’Ordine in Francia; Le confessioni di Cagliostro; Il viaggio di Mirabeau in Prussia; Il Convento dei Filaleti del 1787; I Rosa-Croce di Baviera;…Opera divenuta rarissima”
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59,50
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190
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Le Forestier, R., Maçonnerie féminine et loges académiques, con prefazione di A. Faivre, (1979), pp. 268. L’opera si divide in due parti: nella prima, ci si sofferma sulla cosiddetta Massoneria androgina o “di adozione”, così denominata perché accoglieva l’elemento muliebre nelle Logge, oppure istituiva, “a latere” delle cerchie maschili, officine femminili con propri autonomi rituali, sotto la sorveglianza di autorevoli fratelli.
Nella seconda parte, con la denominazione di “logge accademiche”, Le Forestier
indica l’insieme di quelle logge che si
erano dedicate, sul finire del Settecento, a indagini erudite, accogliendo di preferenza uomini di lettere e di scienza, e nobili con vivi interessi intellettuali. Valga ad esempio il “Regime dei Filaleti”, che possono addirittura considerarsi non solo studiosi ed eruditi, ma dei veri maestri “operativi”.
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34,50
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209
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Le Forestier, R., Occultisme et la Franc-Maçonnerie Écossaise (L’), reprint
della prima edizione del 1928, con una prefazione di J.-P. Laurant, (1987), pp. 368.
In questo libro fondamentale, che attirò l’attenzione di René Guénon che ne
scrisse una recensione favorevole, René Le
Forestier propone un’interpretazione storica dell’incontro fra Massoneria e tradizioni più antiche. In tal modo egli esamina gli elementi magici dello gnosticismo, del manicheismo, del neoplatonismo, del neopitagorismo, dell’alchimia e della Cabala, prendendo infine in considerazione “il rifugiarsi degli occultisti nel seno delle Logge massoniche”.
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23,50
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510 |
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René Le Forestier, L’Occultismo e la Massoneria Scozzese, , pgg. 270
In quest'opera fondamentale, la prima traduzione in italiano, Rene Le Forestier propone
un'interpretazione storica dell'incontro fra la Massoneria e alcune tradizioni più antiche. Questo approccio critico - uno dei primi -, scientifico e molto ben documentato, basato sugli
influssi e l'ambiente dei Lumi durante il Settecento francese, attirò l'attenzione di Rene Guenon, che scrisse una recensione favorevole dell'opera.
Dedicata allo studio minuzioso della Massoneria Scozzese, la seconda parte del libro tratta
della sua "preistoria", la Freemasonry, della Massoneria azzurra (capitoli I e Il), della Crisi
de/la Massoneriafrancese (capitolo III). L 'autore passa poi in rassegna il Discorso di Ramsay
, /l Maestro Scozzese e i Gradi di Vendetta e i Gradi Cava/lereschi. L 'opera si conclude con i
capitoli su Il segreto massonico e il misticismo, L 'occultismo nella Massoneria Scozzese e Il rovescio del razionalismo.
Ma ciò che rende questo libro "unico" e ineguagliato - l'autore stesso non tornò più in seguito sull'argomento - è
la prima parte, dedicata alla tradizione occultista. Le Forestier risale alle Origini de/la magia (in particolare alle sue manifestazioni antiche più
caratteristiche, quali la magia turanica e caldea), prima di affrontare la Tradizione occultista a/l'inizio de/l'era cristiana (capitolo Il). Egli esamina in
tal modo gli elementi magici dello gnosticismo, del manicheismo, del neoplatonismo, del neopitagorismo, dei Misteri di Mithra, del neo-orfismo e, quindi, l'alchimia e le sue origini, gli
elementi mistici nell'Ermetismo e il segreto in alchimia. Un altro capitolo ha per tema Gli Ebrei e la tradizione occultista (La Bibbia e la magia; La magia all'epoca rabbinica; Le
confraternite mistiche ebraiche; Gli Ebrei e l'alchimia; Cabala teorica e Cabala pratica). Più oltre viene studiato il periodo che va dal Rinascimento al Seicento: si parla
allora dei Cabalisti cristiani, della moda dell'alchimia, di "rnisticismo e segreto alchemici".
Dedicato all'occultismo nel Settecento, l'ultimo capitolo dell'opera prende in considerazione il
"rifugiarsi degli occultisti in grembo alle Logge massoniche". Fatto curioso, le conclusioni di
Le Forestier confermano quelle delle ricerche, intraprese più tardi e in un'ottica e uno spirito completamente diversi, da Frances A. Yates.
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25,00
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304
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Mandel, A., Messia Militante (Il) ovvero La Fuga dal Ghetto. (1989), pp. 280.
È la storia incredibile dell’ascesa e della caduta di Jacob Frank, di sua figlia
Eva e di suo cugino Junius Frey, membro della setta massonica dei “Fratelli Asiatici”. L’Autore dapprima traccia un quadro magistrale della situazione degli Ebrei polacchi,
del “Misticismo del ghetto”, dello Hassidismo, nonché delle
attese messianiche, rinnovate dopo l’avventura di Sabbatai Zevi. Passa poi a narrare la storia di Frank, della sua conversione strumentale all’Islam, poi al Cristianesimo; espone quindi la sua dottrina mistica e politica (“Sesso rituale”, “Sionismo senza Sion”, “Militarismo messianico”), nonché la sua filiazione negli Stati Uniti e altrove.
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18,00
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194
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Mandel, A., Messie Militant (Le) ou La Fuite du Ghetto. La storia di Jacob Frank e del movimento frankista, (1989), pp. 536.
L’edizione francese comprende inoltre Histoire de l’Ordre des Frères de Saint
Jean l’Evangéliste d’Asie en Europe, inedito di F.J. Molitor.
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34,00
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156
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Meillassoux-Le Cerf, M., Dom Pernety et les Illuminés d’Avignon, seguito
dal testo integrale della “Sainte Parole” (1992), pp. 450, con illustrazioni.
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46,00
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439
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Narad Mani, Baptême de Lumière. (2003), pp. 184.
Note per servire alla storia della Società detta Teosofica.Testo integrale tratto da
La France Antimaçonnique (1911-1912).Il documento qui presentato fu, se non la fonte principale, almeno il punto di partenza di René Guénon per la stesura della sua opera Le
Théosophisme. Histoire d’une pseudo-religion.Esso emanerebbe da un misterioso centro situato nel cuore dell’Oriente e da una non meno organizzazione “iniziatica” segreta, la
famosa Teshu Maru. Il suo autore, che si spacciava per un indiano di nome Narad Mani che i biografi di Guénon ed altri ricercatori hanno identificato come tale Hiran Singh, pretende di
essere il Capo di un improbabile “Osservatorio segreto europeo della True Truth Somaj di Adyar. Nonostante questa presentazione, il personaggio non è frutto di fantasia poiché, oltre
a varie testimonianze della sua reale esistenza, fu personalmente conosciuto da Guénon, come questi attesta in una lettera a Luc Benoist del 2 luglio 1934.
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16,00
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261
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Reghini, A., Cagliostro, documents et études. – Notes brèves sur le Cosmopolite, (1987), pp. 168.
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17,00
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264
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Reghini, A., Considérations sur le Rituel de l’Apprenti Franc-Maçon, (1985), pp. 60.
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12,00
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483
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Reghini, Arturo, Considerazioni sul Rituale dell’apprendista libero muratore, pp. 36
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9,00
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275
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Reghini, A., Mots sacrés et de passe des trois premiers grades et le plus grand mystère maçonnique (Les), studio critico ed iniziatico, (1985), pp. 304.
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34,00
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276
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Reghini, A., Nombres sacrés dans la tradition pythagoricienne maçonnique (Les), seguito da tredici lettere di R. Guénon all’autore, (1981), pp. 218, 1 ritratto, 6 disegni.
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27,50
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394
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Reyor, Jean, A compimento dell’opera di René Guénon – Massoneria e Chiesa Cattolica.
In questo volume, il secondo della trilogia, Jean Reyor esamina e critica alcune
proposte presentate da Cattolici o da
Massoni per una “tregua” o una “pacificazione” fra Massoneria e Chiesa Cattolica. Infatti, dal 1738, la Massoneria è stata condannata dal Magistero di Roma, ed i Massoni scomunicati.
A partire dai chiarimenti apportati da René Guénon in merito ai rapporti normali fra un esoterismo e l’essoterismo da cui il primo dipende, Jean Reyor mostra come il
disconoscimento della specifica natura della
Chiesa Cattolica e della Massoneria contribuisca ad offuscare i giudizi e a rendere inaccettabili le soluzioni proposte per risolvere il problema degli attuali rapporti fra queste due organizzazioni tradizionali.
In compenso, Jean Reyor contribuisce in modo determinante a chiarire il problema, precisando in particolare le basi tradizionali generali a partire dalle quali dev’essere
esaminata una questione vecchia di oltre due secoli e mezzo. Jean Reyor (1905-1988) conobbe René Guénon nel 1928, intrattenendo con lui costanti relazioni fino alla morte di
questi, nel 1951. Pubblicò i propri scritti nelle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme.
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23,24
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341
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Reyor, J., Pour un aboutissement de l’œuvre de René Guénon; riedizione
in volume degli studi pubblicati da J. Reyor nelle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme
II – La Franc-Maçonnerie et l’Église Catholique,
(1990), pp. 212.
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24,50
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484
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von Sebottendorf, Rudolf, La pratica operativa dell’Antica Massoneria Turca, 1980, pp. 62.
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16,00
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386
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Thomas, J., Ce G, que désigne-t-il?
L’opera è consacrata allo studio di alcuni simboli dei tagliapietre, quali la
“pietra angolare”, la “pietra di
fondazione” e, più specificamente, la “lettera G” al centro della “Stella fiammeggiante”. I simboli sono analizzati e spiegati alla luce dei dati tradizionali del Pitagorismo e dell’ermeneutica giudeo-cristiana, vale a dire della ‘Scienza dei numeri” e della “Scienza delle lettere”, di cui le Confraternite di costruttori del Medioevo avevano una conoscenza non solo “speculativa” o razionale, ma anche “operativa’ o spirituale.
(2001), pp. 154.
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18,50
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172
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Vulliaud, P., Histoires et portraits de Rose-Croix. Nota
biobibliografica di F. Secret; Introduzione e note di J.-P. Laurant, (1988), pp. 312, con 4 foto.
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24,50
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179
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Vulliaud, P.,Joseph de Maistre Franc-Maçon, seguito da brani inediti,
(1990), pp. 268. Joseph de Maistre, l’illustre difensore dell’infallibilità papale, è stato massone per un lungo periodo della sua vita, ed anche affiliato al gruppo
segretissimo degli iniziati superiori del Martinismo. Grazie a documenti inediti, possiamo assistere alla Grande Professione dell’Ordine misterioso. L’autore, dopo aver esposto
le dottrine esoteriche di Joseph de Maistre, esamina ciò che il celebre scrittore deve alla sua intima frequentazione delle società segrete.
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24,50
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