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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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CODICE
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LINGUA
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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PREZZO €
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267
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Échiquier des Gnostiques (L’) (Shatranj al ’Arifîn) ou L’Itinéraire du Soufi, diagramma attribuito a Ibn ’ArabÎ, con il Commentario dello Shaykh Al-HâshimÎ. Tradotto e annotato, con una
biografia di HâshimÎ, da J.-L. Michon, (1998), pp. 208, con illustrazioni.
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18,00
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302
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Lettere d’un maestro sufi: lo Sheikh Al-’Arabî ad-Darqâwî. L’opera
è un ragionato fiorilegio da una
raccolta di trecento lettere scritte da ad-Darqâwî (1743-1833), redatte al solo scopo di chiarire dubbi od obiezioni e con parole che avessero sempre l’eloquenza della franca semplicità. La raccolta fu ordinata dallo stesso ad-Darqâwî, trascritta dai più diretti discepoli e più volte riprodotta in litografia per le cerchie islamiche marocchine. La vastità dei temi trattati ne rende impossibile un riassunto; valga riportarne solo un esempio: sostiene l’autore che la Gnosi può nascere solo quando vi sia un eccesso di fede e che essa può realizzarsi unicamente nel caso che ci si riesca a staccare da tutte le apparenze per concentrarsi sul "dhikr”,
il “ricordo” e l’”invocazione” di Dio. Tradotte dall’arabo e annotate da T. Burckhardt, (1989), pp. 96.
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9,00
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184
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Lettres d’un maître soufi: le Sheikh Al-’Arabî ad-Darqâwî. Tradotte
dall’arabo e annotate da T. Burckhardt, (1978), pp. 172.
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15,00
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191
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Abd al Rahman Al-Sulamî, Malattie dell’anima e i loro rimedi (Le)
Trattato di psicologia Sufi, (1999), pp. 79.
“Una delle malattie dell’anima è di non accettare mai la Verità, essendo la
sottomissione contraria alla natura dell’anima. Il rimedio consiste nel liberarsi dal desiderio e dalla passione, per andare verso il Signore”. Questo manuale di psicologia
pratica, che fa parte dell’insegnamento dato ai discepoli nella via sufi, dà le chiavi di una migliore conoscenza dell’anima. L’educazione spirituale e la purificazione
dell’anima sono indispensabili per conoscere se stessi, e quindi conoscere Dio, poiché “Chi conosce la sua anima, conosce il suo Signore”, ha detto il Profeta.
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9,30
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321
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Abd al Rahman Al-Sulamî, Maladies de l’âme et leurs remèdes (Les)
Traité de psychologie Soufie, (1990), pp. 88.
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12,50
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175
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Abd al Wahid, In memoriam René Guénon,trad. francese, (1981), pp. 20.
L’autore riprende e sottolinea alcuni concetti basilari dell’opera di René
Guénon come, ad esempio, che l’esoterismo senza sbocco nell’iniziazione rimane lettera morta, ma che è pur vero che la Reintegrazione non si ottiene soltanto assommando
dottrina a iniziazione. Da qui la necessità imprescindibile che il cammino esoterico debba comportare anche un’adesione piena e convinta a una qualsivoglia religione ed agli
obblighi exoterici connessi.
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4,50
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158
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’Abdul-Hadi (John Gustav Agelii, detto Ivan Aguéli), Écrits pour “La Gnose”,che comprende la traduzione dall’arabo del Traité de l’Unité, (1988), pp. 196, con illustrazioni.
Si tratta dell’opera integale scritta in francese da Abdul-Hadi per la rivista “La Gnose”,
che comprende sia studi originali sia traduzioni di importani testi dell’esoterismo musulmano. Il suo autore, lo “studioso islamico” Abdul-Hadi, ovvero il pittore Ivan
Aguéli, conobbe tante lingue quante esperienze diverse e, si dice, fu colui che fece entrare René Guénon nell’esoterismo islamico, nalla tariqa delle shaikh ‘Ilaysh el-Kebir.
Profondo conoscitore dell’opera di ‘Ibn Arabi e di
altri maestri sufi, fece studi linguistici di altissimo livello, come anche esperienze spirituali (e politiche) in Occidente, e poi soggiornò in India. Nel 1910 entra in contatto con
i maestri
della Chiesa Gnostica parigina, ambiente in cui pensa di aver trovato una dottrina universalista vicina alla sua: sono in particolare gli scritti di Matgioi (il conte Albert de Pouvourville) ad affascinarlo a tal punto da farli ritenere quasi equivalenti a quelli dell’esoterismo islamico.
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22,00
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161
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Asìn Palacios, M., Eschatologie musulmane dans la Divine Comédie (L’), seguito da
Histoire et critique d’une polémique.(1992), pp. 662.
Il poema immortale di Dante, deve forse la sua architettura e molti dettagli a leggende musulmane il cui prototipo sarebbe il mi’râj, l’Ascensione del Profeta? A ciò l’eminente islamologo
Miguel Asìn Palacios risponde affermativamente. Egli mostra in questo libro che non solo la Divina Commedia ripete l’ascensione del Profeta, per mezzo della metafisica di Ibn ‘Arabî , ma anche che molte leggende medioevali, credute indigene, sono dovute agli Arabi, i quali, qui come in altri dominii, giocarono il ruolo di intermediari fra l’Oriente e l’Europa. Così questo studio rigoroso è anche l’occasione per presentare un gran numero di testi inediti, sia musulmani che cristiani.
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58,00
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500
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Barthol'd, Borsworth, Gaborieau, Jest, Zarcone; Musulmans et Soufis du Tibet, 2005, Formato: 15 x 21 cm., Pgg. 110 + illustrazioni bfn e colori 
L'opera riunisce quattro studi sulla storia dell'islam e del sufismo nel
Tibet e nelle regioni himalayane (Nepal e Ladak) da parte di specialisti del mondo indiano e himalayano, e dell' Asia centrale. Barthol'd e Bosworth espongono la
geografia e la storia medievale del Tibet come appaiono nelle fonti musulmane, e Gaborieau affronta la storia moderna e I'etnologia dell'islam tibetano.
Gaborieau e Zarcone trattano poi la questione dei santi e dei sufi originari dell'India e dell' Asia centrale che penetrarono nel Tibet. Essi analizzano i duelli magici di
questi ultimi con il quinto Dalai Lama e il loro ruolo nella diffusione dell'islam sul tetto del mondo. Lo studio di Jest affronta I'islam tibetano attraverso la storia attuale delle
comunità musulmane di Lhasa e dei loro luoghi di culto, moschee e cimiteri.
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14,00
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415
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Ben Driss, Karim, Sidi Hamza al-Qadiri Boudchich – Le Renouveau du soufisme au Maroc. (2002) pp. 335, 10 tavole a colori.
Mistica dell’amore, scienza dell’agire rettamente, esperienza del ritorno verso
l’Essenza originaria, il sufismo rimane fonte d’ispirazione per l’uomo di oggi, della quale si possono percepire gli echi attraverso gli insegnamenti di Sidi Hamza, Maestro
spirituale della confraternita al-Qadiriyya al-Boudchichiyya. Esposizione magistrale sull’evoluzione storica e dottrinale dell’Islam e del sufismo sunnita in particolare, questo libro
ci offre una “summa” spirituale al tempo stesso rigorosa, semplice e poetica.
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25,00
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139
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Burckhardt, T., Clé spirituelle de l’astrologie musulmane d’après Mohyddîn Ibn ’Arabî (1974), pp. 64, con illustrazioni.
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12,50
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521
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Burckhardt Titus: Fès, Ville d'Islam, Archè Edizioni, Pgg: 176 NOVITÀ 2008
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Partito per Fez nel 1933 alla ricerca di un maestro spirituale, l’autore scopre una città che lo stupisce per la sua cultura, la sua vita, la sua atmosfera. Il giovane artista
appassionato di metafisica studia la lingua, le scienze islamiche, si familiarizza con l’architettura, le arti, le tecniche.
Questo incontro intimo con Fez è all’origine
della presente opera. Come ogni volta che evoca lo spirito di un luogo (Chartres, Siena, l’Andalusia moresca), Burckhardt intreccia osservazioni, racconti personali, cronache e
testimonianze. Sa, meglio di chiunque altro, aprirci ad una civiltà, coglierne l’essenziale; meglio di chiunque altro sa spiegarci lo spirito delle forme, si tratti di una società, di
un’architettura o di un’arte sacra.
Qui, Burckhardt ci presenta l’Islam nei suoi valori eterni, attraverso una cultura che ebbe il suo apogeo in Andalusia e a Fez l’ultima
fioritura. Ma più della brillante civiltà, l’opera ci fa vedere la potenza di coesione di un Islam che, applicando la legge coranica, offrì in
questa città un modello di amministrazione politica e di gestione sociale: un ambiente ove
ognuno, ricco o povero, aveva il proprio posto e la propria dignità, ove la vita e ogni attività aveva un senso.
Rimane a Fez qualcosa della sua realtà di altri tempi, quella di una città umana, in grado di
rispondere a tutte le necessità dell’uomo, quelle del corpo, dell’anima e dello spirito ...
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65,00
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166
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Camicas, Y. & C., Gens du Blâme (Les). Une secte au quotidien. (1995), pp. 320.
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20,00
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301
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Filippani-Ronconi, P., Ismaeliti e “Assassini”. Storia della
gestazione e della nascita dell’Ismaelismo,
con delucidazione del complesso sistema sapienziale con particolare riguardo alla storia spirituale dell'umanità. Nella seconda parte dell’opera appare il “Vecchio della Montagna”, leggendario fondatore della temuta setta degli “Assassini”, e vengono rievocate le successive vicende dell’Ismaelismo. (1973), pp. 364, 2 carte.
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20,00
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148
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Georgel, G., Cycle Judéo-Chrétien sceau et couronnement de l’histoire humaine
(Le), integrato daBrève histoire cyclique de l’Islam, (1983), pp. 92.
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17,00
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214
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Ibn ’Arabî, Parure des Abdâl (La) (Hilyatu-l-Abdâl).
Tradotto dall’arabo e annotato da M. Valsan, (1992), pp. 48.
Le regole generali del metodo iniziatico di cui si tratta nell’opera, sono
suscettibili di applicazione alla disciplina peparatoria di coloro che sono in cerca di un maestro spirituale.
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13,50
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186
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Ibn As-Sid, Libro dei Cerchi (Il) (Kitab al-Hadaiq). Testo arabo e
traduzione italiana, (1984), pp. 144.
Ibn ‘Arabî ebbe a scrivere: “e ogni cosa e ogni essere è dunque un cerchio:
ritorna là dov’è il suo principio”. Miguel
Asìn Palacios scrisse di questo libro: “…il primo tentativo, compiuto in Andalusia, di armonizzare il pensiero greco e la teologia islamica”.
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17,00
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272
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Ibn ’Atâ -Illâh Al-IskandarÎ, Hikam. Paroles de sagesse, seguito da Épîtres e da Entretiens
confidentiels (Munâjât).Testo arabo e traduzione di ’Abd-ar-Rahmâne Buret, con la collaborazione ed una
introduzione di Titus Burckhardt, (1999), pp. 152.
Le “Paroles de sagesse” vengono annoverate fra le più celebri
raccolte di aforismi sufi. Esse sono diffuse in quasi tutto il mondo islamico, dal Magreb – dove sono state oggetto di numerosi grandi commentari – fino in Indonesia, dove
furono tradotte in malese. La loro diffusione è in qualche modo parallela a quella dell’ordine shâdilîta, che vede nell’Hikam il vademecum ed il compagno di viaggio di chi percorre
la via contemplativa.” (Titus Burckhardt).
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20,00
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503
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Marquet, Yves, Les “Freres de la purete’” pythagoriciens de l’Islam, , pgg. 374
“Fratelli della purezza” (Ihwân as
-Safâ ) è il nome che si danno gli autori delle “Epistole”, di fatto un’opera enciclopedica e uno dei capolavori della letteratura e del pensiero arabi me-dievali (prima
metà del IV – X secolo). Questi autori serbano un anonimato completo: alcune fonti posteriori citano, tuttavia, i no-mi di membri di un piccolo gruppo di intellettuali di
tendenza ismailita che viveva a Bassora (Iraq), quali redattori o collaboratori delle “Epistole”. In questo studio Yves Marquet, il più grande specialista vivente del
movimento filosofico dei “Fratelli della purezza”, fa emergere l’influsso di Pitagora e del pitagorismo, oltre a quello di Platone e dei Neoplatonici,
nonché degli scritti attribuiti a Ermete Trismegisto.
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45,70
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278
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Marquet, Y., Philosophie des Ihwân al-Safâ’ (La), Nuova edizione ampliata, Textes
et Travaux de Chrysopœia, 5, (1999), pp. 632. Opera di consultazione sui “Fratelli della Purezza”, membri di un gruppo di intellettuali di tendenza ismaelita, e della loro
dottrina. La loro opera, di carattere enciclopedico (gli Ihwân si occupano anche di alchimia e di astrologia) si ispira ed utilizza principalmente elementi greci, ma anche elementi
indù, iraniani e soprattutto ebraici e cristiani.
Vengono così trattate la creazione spirituale, il peccato di Adamo e la creazione materiale, la caduta, la risalita – determinazione astrale ed evoluzione fisica -, l’evoluzione psichica, i cicli della profezia e dell’imamato. (Vedere Dictionnaire critique de l’Ésotérisme,
P.U.F., pp. 526-529).
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44,50
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122
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Michon, J.-L., Autobiographie (Fahrasa) du soufi marocain Ahmad Ibn ’Agiba. Varie le ragioni di interesse di quest’opera di Ibn ‘Agiba, sufi marocchino (1747-1809): valga, ad esempio, la definizione di wara (scrupolo), definita “l’evitare tutto ciò che agita il cuore, provocando un’avversione verso le tenebre”. Meglio ancora “per gli eletti è il rifiuto dell’attaccamento a tutto ciò che non è Dio, il fatto di chiudere la porta a tutto ciò che non è Lui, di concentrare su di Lui ogni preoccupazione, e di non prendere appoggio che su di Lui”. (1982), pp. 180, con illustrazioni.
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22,50
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189
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Michon, J.-L., Lumières d’Islam. Istituzioni, arte e spiritualità
nella città musulmana, (1994), pp. 192, 52 illustrazioni.
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44,50
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177
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Ponsoye, J.-P., Islam et le Graal (L’). Studio sull’esoterismo del Parzival di Wolfram von Eschenbach, (1976), pp. 240.
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17,00
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Schuon, F., Christianisme/Islam. Visioni di ecumenismo esoterico. Il
volume raccoglie una serie di saggi
legati da molteplici fili dottrinali e metodologici. Viene così affrontato il problema del significato intrinseco della liturgia e della sua incidenza su una vita rivolta alla sacralità, mentre è dedicato uno studio particolare alle grandi confessioni cristiane in quanto espressione di possibilità realizzatrici diverse. Di particolare interesse la terza parte del libro, dove ci si addentra nella prospettiva islamica, con un confronto più diretto fra Cristianesimo e Islam. (1981), pp. 216.
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27,00
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445
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Schuon, Frithjof - Comprendere l’Islam, (in italiano), (2004), pp. 192.
Schuon, Frithjof – “il grande metafisico del XX
secolo”, nell’ormai nota definizione di Jean Biès – da quando è apparso, nel 1961, si è diffuso in un breve lasso di tempo in tutto il mondo, tradotto in inglese,
tedesco, spagnolo, italiano, portoghese, arabo, turco, persiano, giavanese… Come viene spiegato nella prefazione del libro, l’intenzione dell’Autore
scrivendolo «non consiste tanto nel descrivere l’Islam quanto nello spiegare perché i Musulmani vi credano; … quello a cui miriamo … è in definitiva la scientia
sacra o la philosophia perennis, la gnosi universale che è sempre stata e sempre sarà». E appunto tale disegno «meglio di tutte le abbondanti produzioni
degli islamisti, aiuta a “comprendere l’Islam” in profondità e a coglierne la verità intrinseca», secondo la recensione di R. Du Pasquier (Études
Traditionnelles, n. 365, mai-juin 1961). Ripubblicandolo, quasi trent’anni dopo la sua prima traduzione in lingua italiana, abbiamo creduto di fare
cosa gradita ai lettori vecchi e nuovi: proponendone, ai primi, la rilettura in un’edizione riveduta e arricchita di pagine pregnanti relative alla Sunna, e per far
conoscere, ai secondi, l’Islam nella sua essenza e nella sua purezza originaria, mostrando loro tutti i punti d’incontro che esso ha con altre
prospettive tradizionali; e ciò fuori delle condizioni effimere della storia e lontano dagli accadimenti umani generati da circostanze che a volte, seppure in modo inconsapevole,
possono velarne e spostarne – agli occhi dei più – il messaggio provvidenzialmente voluto.
Frithjof Schuon nasce a Basilea il 18 giugno 1907, da genitori di origine germanica e
alsaziana. Già in gioventù trova la sua vocazione nella metafisica, nella spiritualità, nella
religione. Coltiva lo studio dei filosofi, particolarmente di Platone, ma soprattutto legge e
medita la Bhagavadgîtâ, s’immerge nel Vedânta e impara l’arabo. Profondamente vedantico,
nel corso di numerosissimi viaggi – sempre orientati a incontri con rappresentanti delle varie
religioni, o alla visita di luoghi d’arte e di spiritualità del passato – approfondisce e
s’impadronisce di tutte le religioni per coglierne l’unità soggiacente, quella sophia perennis di cui è il più autorevole interprete del suo secolo.
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12,00
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196
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Ventura, A., Métaphysique de l’ésotérisme islamique dans le traité “Lumière sur les choses difficiles à percer” (La). (L’Uomo è il “ricettacolo in cui si congiungono la discesa e il ritorno” verso il Divino. Da qui la possibilità di
risalire grado a grado dalla molteplicità all’Essenza divina, realizzando e conquistando via via, la purezza di cuore, la coscienza degli stati angelici e l’identificazione con
il Principio Assoluto. (1978), pp. 24.
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5,50
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414
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Zarcone, Thierry, Secret et sociétés secrètes en Islam – Turquie, Iran et Asie centrale, XIX-XX siècles. (2002) , pp. 210, con illustrazioni.
Scrivere la storia della Massoneria e della Carboneria in terra d’Islam nel XIX
e XX secolo è una cosa, scrivere la storia dell’idea che se ne sono fatta i massoni e i carbonari musulmani è un’altra. Oltre fatto che le due società segrete europee hanno
affascinato i Turchi e i Persiani arricchendo le loro riflessioni sul segreto e sul genere di associazioni che ad esso s’ispirano, il modello massonico e carbonaro sono stati esaminati,
perfezionati, semplificati ed adattati alla mentalità islamica nel quadro di nuove società segrete. Le caratteristiche del segreto – indicibile o non, assoluto o relativo – ed il
cerimoniale adottato hanno, in parte, determinato questo tentativo di descrizione e di classificazione di queste società segrete. Esse sono suddivise in due gruppi a seconda che il
loro cerimoniale sia semplificato o addirittura soppresso, oppure, al contrario, arricchito attraverso una lettura approfondita che cerca di riconoscere le tradizioni islamiche nella
tradizione iniziatica occidentale, lettura ispirata al sufismo, alla Futuwwa ed al modo associativo in confraternita (tariqa).
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28,00
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