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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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Bergson, Henri, Cours de psychologie, Séha - Archè Paris - Milan 2008, Pagine: 280
SCHEDA PDF 
Il Cours de psychologie tenuto da Henri Bergson al liceo Henri
IV nell’anno scolastico 1892-93 è un’opera finora completamente sconosciuta. Come scrive Alain Panero nella presentazione, essa
testimonia sia la libertà pedagogica del professor Bergson sia l’impressionante vitalità dell’insegnamento filosofico dell’epoca.
Leggendo il corso, si vede presto come sarebbe vano o artificioso voler contrapporre da un lato un insegnamento puramente “scolastico” e, dall’altro, una ricerca viva e
propriamente filosofica finalmente liberata dai vincoli di un programma ufficiale. Questo trattato di psicologia o di filosofia non è solo un buon
libro perché dettato da un professore che era anche un autentico filosofo, ma è anche interessante da un punto di vista esegetico perché ci rivela numerosi aspetti non della
psicologia o della filosofia in generale bensì della specifica filosofia bergsoniana.
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30,00
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Bergson Henri, Cours de philosophie de 1886 - 1887, Séha Archè Paris - Milano 2010, Pagine: 432
SCHEDA PDF 
Quale era la filosofia di Bergson prima di diventare ciò che
divenne? Questo è probabilmente la domanda che non ci si mancherà di porre aprendo questo corso inedito che riecheggia i due corsi, anch’essi inediti, pubblicati nella
stessa collana ma tenuti qualche anno più tardi al liceo Henri-IV a Parigi. Che i corsi tenuti al liceo di Clermont-Ferrand fra il 1883 e il 1888, e più precisamente quelli del 1886-1887,
suscitino una reale curiosità è più che legittimo. In quanto testimonianza dalla stessa voce di Bergson, queste lezioni possiedono un valore inestimabile. Da un lato, abbiamo
spesso l’impressione di assistere direttamente al corso e anche, in particolare leggendo le lezioni di economia, di cogliere meglio la personalità del giovane agrégé nominato in
provincia. Dall’altro lato, è chiaro che il corso di Clermont-Ferrand del 1886-1887 lascia intravedere qualcosa del genio nascente del grand’uomo. In ogni caso, una cosa è certa: in
quegli anni il futuro autore dell’Essai sur les données immédiates de la conscience dà già prova di un raro talento filosofico. Infatti, Bergson non riprende mai tale e quale il
contenuto di manuali né, probabilmente, la materia di corsi che egli stesso ha seguito o che ex compagni hanno potuto prestargli. Come osserva Alain Panero nella sua
presentazione, il professor Bergson, che sembra sfuggire come per miracolo alla routine, non potrebbe mai essere colto in flagrante delitto di automatismo psicologico.
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36.00
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Bergson Henri, Cours de morale, de métaphysique et d’histoire de la philosophie moderne de 1892-1893 au lycée Henri IV
, Séha Archè, Paris - Milano 2010, Pagine: 464
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Con il presente Cours de morale, de métaphysique et d’histoire de la philosophie moderne de 1892-1893 au lycée
Henri IV, qualcosa come i pezzi di un puzzle ‒ tuttavia molto difficile da ricostruire ‒ ci viene infine restituito. Questo corso
scoperto di recente costituisce, infatti, il seguito del Cours de psychologie pubblicato nel 2008 nella stessa collana. Già quest’ultimo dava un’ampia idea del tenore singolarmente
filosofico dell’insegnamento di Bergson all’epoca; ma con il Cours de morale, de métaphysique et d’histoire de la philosophie moderne il lettore potrà misurare appieno
l’eccezionale fecondità del pensiero bergsoniano durante quest’anno scolastico. Tanto sui problemi morali, dai più concreti ai più sottili, quanto sulle grandi questioni metafisiche
che, da sempre, ci si pongono, il professor Bergson apporta una luce impareggiabile non solo perché il suo sguardo è quello del filosofo per eccellenza della durata, ma anche
perché egli riprende per proprio conto e in modo personalissimo, come suggerisce Alain Panero nella presentazione, l’eredità spiritualista di Félix Ravaisson. La
lettura di questo inedito sembra così ricondurci, in modo appassionante, a un’evidenza al tempo stesso riconfortante e inquietante: in filosofia, soltanto un pensatore originale e
sobrio è un bravo professore.
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