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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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CODICE
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LINGUA
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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PREZZO €
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101
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Adumbratio Kabbalæ Christianæ.Traduzione francese, (1974), pp. 256.
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23,00
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Apocryphes éthiopiens (Les), tradotti in francese da R. Basset.
I-V:
- Le Livre de Baruch et la Légende de Jérémie
- Mas’h’fa T’omar (Livre de l’Épître) ou Apocalypse d’Athanase
- L’Ascension d’Isaie
- Les Légendes de S. Tertag et de S. Sousnyos
- Les Prières de la Vierge à Bartos et au Golgotha
VI - Les prières de saint Cyprien et Théophile, (1982), pp. 60
VII -Enseignements de Jésus-Christ à ses disciples et prières magiques, (1980), pp. 44.
IX - Apocalypse d’Esdras, (1982), pp. 148.
X - La sagesse de Sibylle, (1976), pp. 96.
XI - Fekkaré Iyasous (Explication de Jésus), (1980), pp. 36.
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20,00
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7,50
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6,50
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14,50
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11,00
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6,50
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300
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Auber, C.A. (abbé), Histoire et théorie du symbolisme religieux avant et depuis le Christianisme. L’explication de
tous le moyens symboliques employés dans l’art plastique monumental ou décoratif chez les anciens et les modernes avec les principes de leur application à toutes les parties de
l’art chrétien d’après la Bible, les artistes païens, les Pères de l’Eglise, les légendes et la pratique du Moyen Age et de la Renaissance.
Opera imponente ed ineguagliabile frutto di “trent’anni di meditazione e di
ricerche”, un trattato esaustivo, integralmente cattolico e ortodosso, un’autentica miniera di informazioni e di documenti sul simbolismo.4 volumi, edizione numerata di 500 esemplari,
(1977), pp. 2396.
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442,50
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458
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San Basilio Magno, L’Esamerone, (volgarizzato dall’abate Jacopo Bernardi - 1844),(2004) , pp.148
"Esamerone" è il termine che indica la narrazione biblica dell'opera della
creazione, come avvenuta in sei giorni, da ›x = sei ed ¼meron = giorno. Nelle nove omelie che, probabilmente, furono pronunciate durante la quaresima del 377, san Basilio commenta
in modo affascinante sia l'aspetto letterale sia quello allegorico della Sacra Scrittura. Apportando una ricca messe di esempi tratti dalla natura, il santo Dottore afferma così le
più fondamentali verità religiose, quali l'onnipotenza e la trascendenza di Dio, la sua eternità e l'originaria bontà di tutte le cose.
San Basilio nacque in Cesarea di
Cappadocia, intorno al 329-330, da famiglia ricca e fu il primo di dieci fratelli. Iniziati i primi studi sotto la guida paterna, li perfezionò successivamente a Cesarea, a
Costantinopoli ed infine ad Atene. Tornato in patria, ben presto prese la decisione di ritirarsi dalla vita mondana, si fece battezzare e, nel 357, intraprese un viaggio attraverso
l'Egitto, la Palestina, la Siria e la Mesopotamia, al fine di studiare la vita dei monaci. Al suo ritorno, vendette i suoi beni e li distribuì ai poveri, ritirandosi in solitudine sulle
rive dell'Iris, presso Neocesarea, raggiunto dall'amico san Gregorio di Nazianzo e da altri, con cui formò una comunità. Dopo alcuni anni Eusebio, vescovo di Cesarea, lo ordinò
sacerdote e lo volle presso di sé per coadiuvarlo nel suo ministero. Alla morte di Eusebio, nel 370, Basilio fu eletto, non senza qualche contrasto, suo successore. Oltre a prodigarsi
in opere pastorali, diede uno straordinario impulso alla beneficenza fondando in Cesarea istituti per l'assistenza ai poveri, ma lottò anche per porre rimedio alle controversie
dottrinali fra le varie Chiese d'Oriente. Morì a soli 49 anni, a causa della salute minata dall'intensità della sua vita e dall'esercizio ascetico che gli valsero, ancor vivo,
l'appellativo di "Magno" o di "Grande".
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12,00
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121
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Boehme, J., Aurore naissante ou la Racine de la Philosophie, de l’Astrologie et de la Théologie (L’), (1977), pp. 464.
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30,50
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455
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Boehme, Jacob - Le Chemin pour aller à Christ,(2004), pp.442
I trattati che compongono quest’opera furono redatti da Bœhme verso la fine della sua vita, negli anni 1623-1624 (alcuni autori fanno
risalire almeno uno di essi al 1622). Nell’edizione dei Sämmtliche Werke di Schiebler, il trattato “Il vero pentimento” (De Pœnitentia) porta la data del 9 febbraio 1623
(p. 76). Il trattato “La Rigenerazione” (Von der Wiedergeburt) è forse del 1623 o più probabilmente del 1624, dato lo stile conclusivo e riepilogativo usato da Bœhme, quasi con l’atteggiamento di chi si prepara ad affrontare un
giudizio; inoltre, vi è citato il Mysterium Magnum che è del 1623. Il trattato “Dialogo fra un’anima illuminata ed una priva di luce” porta la data
del 1624 ed è analogo, per molti aspetti, al ”Dialogo della Vita sovrasensibile”. Quanto al trattato ”La santa Preghiera”, l’edizione Schiebler, la più accreditata e completa, porta queste righe a piè di pagina del titolo: «questo libretto di preghiere, come anche altre opere, è stato lasciato incompiuto da Bœhme perché il 18 novembre 1624, la sesta domenica dopo la festa
della Trinità , ha lasciato questo mondo pronunciando queste parole: ora me ne vado in paradisoà». Ciò avvenne poco dopo il suo arrivo a Gőrlitz.
Quest’opera - non si sa di
preciso quale o quali trattati - provocò il secondo (ed ultimo) esilio del suo autore. Questi, qualificato dal Consiglio municipale di Gőrlitz del 26 marzo 1624 come “fuorviato strambo ed entusiasta Jacob Bœhme” fu, a quanto sembra, perseguitato in particolar modo dal pastor primarius Gregor Richter, suo
personale nemico, che lo definì a sua volta ”supremo fariseo” (lettera di Bœhme del 6 aprile 1624 a Sigismund Schweinitz, edizione Schiebler, VII, p. 583).
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28,50
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141
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Boehme, J., Clef ou explication de divers points et termes principaux, (1977), pp. 128, con illustrazioni.
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13,50
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151
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Boehme, J., De la Signature des choses. (1975), pp. 216, con illustrazioni.
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30,00
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149
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Boehme, J., De l’Election de la Grâce. (1976), pp. 264.
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30,50
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150
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Boehme, J., De l’Incarnation de Jésus-Christ. (1976), pp. 308.
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28,50
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106
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Burckhardt, T., Aperçus sur la connaissance sacrée, (1987), pp. 96. Il folclore nell’arte ornamentale – Principi e metodi dell’arte tradizionale – Considerazioni generali sull’arte musulmana – Natura della prospettiva cosmologica – Il Tempio, corpo dell’uomo divino – La simbologia dello specchio nella mistica islamica – Sulla Torah, il Vangelo e il Corano – Il prototipo unico – La danza del sole – Cavalcare la Tigre.
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15,00
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133
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Burckhardt, T., Chartres ou la naissance de la cathédrale, (1995), pp. 176, 18 foto, 89 disegni.
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43,00
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313
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Burckhardt, T., Siena Città della Vergine, (1978),
pp. 124, con 16 tavole a colori e 16 in b/n fuori testo, nonché 34 figure nel testo.
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24,00
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332
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Burnouf, É., Vase sacré et ce qu’il contient, dans l’Inde, la Perse, la Grèce et dans l’Église chrétienne (Le). Avec une appendice sur le
Saint-Graal. (1974), pp. 196, ristampa dell’edizione di Parigi del 1896.
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26,50
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513
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Canteins, Jean - Mystères et symboles christiques - Archè Milano , 2006
Chi era realmente Gesù Cristo? Perché la sua vita e il suo messaggio rappresentano ancora uno dei più grandi misteri della Creazione? I Vangeli e la Tradizione apostolica
sono le nostre sole fonti affidabili d’informazione? Non è possibile trarre insegnamenti da un’iconografia che, meno dogmaticamente dei testi sacri,
non ha esitato a utilizzare in larga misura gli Apocrifi? Sono alcune domande cui Jean Canteins risponde analizzando il potere evocatore dei simboli cristici.
Con i suoi nove capitoli che possono essere letti come altrettanti saggi indipendenti, Mystères et symboles christiques si propone di illuminare da una nuova angolatura i concetti di
Spirito Santo, di immagine della croce, di Eucaristia, di Trinità … Jean Canteins dimostra, attraverso la loro ricchezza di suggestione e di insegnamento, le qualità di temi di
meditazione e di archetipi spirituali espressi da quei misteri e da quei simboli.
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19,00
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126
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Charbonneau-Lassay, L., Bestiaire du Christ (Le). Gli
emblemi misteriosi di Gesù Cristo, (1985), pp.1000, 500 esemplari numerati.
Louis Charbonneau-Lassay dedicò la vita a raccogliere i
documenti più rari del simbolismo cristiano. L’opera, raccolta
di 1157 figure, è un esame degli animali reali e fantastici che furono usati nei secoli per simboleggiare questo o quel carattere del Cristo. Charbonneau-Lassay mostra la molteplicità di letture possibili delle singole bestie emblematiche del Cristo, che spesso svariano fra i due estremi della gamma, potendo inglobare tanto il Cristo quanto il demonio. Il leone significa la giustizia del Cristo perché non aggredisce senza necessità. È simbolo della vigilanza e della forza del Verbo, causa l’imperiosità del suo ruggito; ma l’aggirarsi inquieto del leone affamato è altresì il simbolo del demonio in cerca di prede.
Fra le rivelazioni del testo di Charbonneau-Lassay vi è la
riesumazione di certi rituali preservati nella Cristianità
di Armenia fino al tempo delle Crociate: la domenica dopo l’Eucarestia era uso immolare ritualmente con consacrazioni e benedizioni un bue, la cui carne veniva consumata cerimonialmente; bue che, nella simbologia, fu sempre emblema del Cristo.
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(206,00)
esaurito
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349
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De Giorgio, G., Aforismi e Poesie.
Pensatore energico e tenace, Guido De Giorgio (1890-1957) ha
scritto opere indimenticabili come Dio e il Poeta e La Tradizione Romana, che già lo caratterizzano: in queste pagine ancora inedite, presentate sotto forma di Aforismi e Poesie,
si rivela l’aspetto meno noto della sua scelta cristiana e cattolica. Sono pagine che dimostrano la sua straordinaria tensione interiore e che compongono una vera e propria
propedeutica della Fede nel Dio Vivente, capace di cogliere alla radice il nodo della decadenza spirituale dell’uomo moderno, per risolverlo in un’ansia di Assoluto, che non
conosce mediazioni né sentimentalismi. (1999), pp. 112.
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9,50
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350
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De Giorgio, G., Ciò che mormora il vento del Gargano…
Questo è lo straordinario racconto del “pellegrinaggio”
che Guido De Giorgio, studioso del Vedanta, amico e
corrispondente di René Guénon e di Julius Evola, intraprese, nelle condizioni particolarmente disagevoli del dopoguerra, per visitare Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Perché De Giorgio narra nel modo inimitabile che è il suo, ciò che egli vede di Padre pio: il simbolo, l’icona compiuta del Dio cristiano nel quale si compiono le attese e gli elementi di Verità di ogni Tradizione, di ogni aspirazione umana. Un simbolo concreto che non conosce tregua né compromessi. (1999), pp. 40, illustrazioni.
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5,50
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306
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Douzetemps, Mystère de la Croix, affligeante et consolante, mortifiante et vivifiante, humiliante et triomphante de Jésus Christ et de ses membres, écrits au milieu de la croix au-dedans et au-dehors (Le),
(1975), pp. 344, edizione di 1000 esemplari numerati.
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38,50
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148
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Georgel, G., Cycle Judéo-Chrétien sceau et couronnement de l’histoire humaine (Le), integrato daBrève histoire cyclique de l’Islam, (1983), pp. 92.
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17,00
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241
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Gichtel, J.G., Theosophia Practica, traduzione francese, (1973), pp. 168, 5 tavole a colori.
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24,50
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416
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Giovanni, abate di Ford, Sermoni sul Cantico dei Cantici. (In italiano), (2002) , pp. 288.
Giovanni di Ford fu un personaggio di rilievo nella Chiesa anglonormanna e
dell’Ordine cistercense del secolo XII. Nato intorno al 1140, divenne abate nel 1175; lo troviamo poi vescovo di Worchester nel 1180 ed infine arcivescovo di Canterbury nel 1184.
Giovanni è scrittore raffinato ed efficace, e la sua opera s’inscrive sapientemente ed umilmente nella tradizione di Bernardo. Da buon cistercense, l’abate di Ford altro non vuol
essere se non un buon operaio della vigna divina. Giovanni insiste sull’interpretazione del Cantico come espressione dell’amore fra Cristo e l’anima del fedele. “Chi è la sposa?
E’ l’anima assetata di Dio”. Un’immagine e un messaggio che ci fanno sentire intera e intatta la forza universale del messaggio di Salomone, che negli autori dell’Ordine
cistercense ha trovato i suoi esegeti più amorosi e attenti.
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17,00
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107
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Grillot de Givry,E., Aphorismes Basiliens ou Canons hermétiques, seguito dalTraité des Sept Grades de la Perfection di fra’ Girolamo Savonarola, (1980), pp. 40, con illustrazioni.
Il primo dei trattati è la traduzione di un testo anonimo
edito nel 1681: nelle sue pagine si succedono 18 proposizioni di carattere alchemico. L’opera di Savonarola invece enuncia i princìpi di una scienza sacra che conduce a un’estasi
cosciente.
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6,50
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236
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Grillot de Givry, E., Survivance et le mariage de Jeanne d’Arc (La), (1983), pp. 96.
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11,00
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347
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Guénon, R., Écrits pour Regnabit.
La partecipazione di Guénon alla rivista cattolica Regnabit occupa un posto a parte; nonostante il suo carattere eccezionale, essa non ha ricevuto tutta l’attenzione che meritava, non essendo mai stata studiata nel suo insieme. È questa lacuna che il presente volume intende colmare. Écrits pour Regnabit raccoglie tutti gli articoli scritti e pubblicati da René Guénon nella rivista Regnabit fra il 1925 e il 1927. In tal modo essi sono accessibili, per la prima volta, integralmente e nel loro ordine cronologico, che ricostituisce la logica dello sviluppo concetuale di questa parte dell’opera di Guénon. (1999), raccolta postuma, pp. 208. 300 esemplari numerati.
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21,50
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268
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Insolera, M., Église et le Graal (L’). Étude sur la présence ésotérique du Graal dans la tradition ecclésiastique. (1997), pp. 168.
Viene delineato un quadro in cui si discerne in modo
stupefacente l’unità e la composizione fondamentale dei due
elementi dell’insegnamento cristiano che si sono trasmessi: l’”invisibile” – l’esoterico – ed il “visibile” – l’exoterico -, ovvero come gli elementi profondi contenuti nel simbolismo del Graal furono sempre presenti benché velati, fra le righe stesse del magistero “ufficiale” della Chiesa.
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20,00
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163
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Jacob, Esquisse hermétique du Tout Universel d’après la théosophie chrétienne.
Nuova edizione pubblicata con la prefazione del dr. Papus; seguita dallo studio
analitico del celebre Athanor alchemico di Winterthur, (1975), pp. 160, 3 tavole.
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22,00
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501
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Lanci, Michelangelo, La Sacra Scrittura, 2005 pgg. 324
Michelangelo Lanci (1779- 1867) nato a Fano da nobile famiglia, entra
a dodici anni in seminario e viene ordinato sacerdote nel 1803. Si distingue fin dalla giovinezza per il suo talento soprattutto nell' apprendimento delle lingue: greco,
ebraico, siro-caldaico, arabo, tanto da venire nominato nel 1807, a soli ventotto anni, professore di arabo alI 'Università romana. Su proposta del cavaliere Italinski, ambasciatore di
Russia presso la Corte Romana, e del Duca di Blacas d' Aulps, ottiene nel 1820 l'incarico d'interprete delle lingue orientali nella Biblioteca Vaticana e, nel 1821, intraprende un
lungo viaggio di tre anni visitando Germania, Polonia, Russia, per poi trattenersi per circa un anno a Parigi. L'audacia delle tesi sostenute nelle sue opere, di cui La Sacra Scrittura
è una delle principali, gli causarono non pochi problemi con il Sant'Uffizio, fino alla perdita dei mezzi di sussistenza, anche se potè contare sull ' aiuto dei numerosi
estimatori. In seguito tuttavia, con l'avvento al soglio pontificio di Pio IX, il dotto abate fu richiamato a Roma.Morì a Palestrina all'età di quasi 88 anni.
Nella Prima Parte di La Sacra Scrittura Michelangelo Lanci si
propone di esaminare alcuni dei passi più oscuri della Bibbia, applicando quanto è stato scoperto dalle investigazioni sulle antichità degli egizi, dei fenici e degli assiri e,
in particolare, dei rispettivi antichi alfabeti. Stabilito un punto di contatto tra tali alfabeti e quello ebraico, avvalendosi inoltre dell'apporto della
lingua araba, l'autore illustra in primo luogo il misterioso nome divino Eloim, all'inizio della Genesi; prosegue esaminando i famosi Giganti, figli di Dio congiunti con le
figlie degli uomini; considera infine un altro vocabolo misterioso - Azazele - per dimostrare che anch ' esso è un nome divino. Nella Parte Seconda vengono
studiate le Are egiziane per un raffronto con gli oggetti di culto degli Ebrei, fra cui spicca il Candelabro o Menorah, ed esaminate le due Colonne del Portico di Salomone: Jachin e Boaz.
Nella Parte Terza l'analisi dell'autore
è rivolta ai Cherubini e ai Serafini e alle loro forme, all' Arca dell'alleanza, alle vesti del
Sommo Sacerdote - in particolareall ' e/od - per poi trattare degli Urìm e dei Tumìm e dei Terafim dei profeti Osea, Samuele, Ezechiele, Zaccaria.
Infine, nella Parte Quarta, il Lanci approfondisce quanto attiene alle consultazioni della
Divinità fatte per mezzo di Urìm e Tumìm, fornendo altresì un'illustrazione dell'origine delle figure e dei segreti cabalistici.
Lo studio è corredato dai Testi Biblici illustrati nell'opera (in ebraico ), e da alcune preziose tavole che facilitano la comprensione di taluni argomenti trattati.
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32,00
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459
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Masur-Matusevich, Yelena - Le Siècle d’or de la mystique française - De Jean Gerson à Jacques Lefèvre
d’Étaples,(2004) , pp. 488,
Nell’Introduzione, l’autrice dichiara che «il suo lavoro è basato non solo sui
testi spirituali dell’epoca [la fine del Medioevo], ma anche sulle testimonianze dei contemporanei ed i lavori degli storici quali Duby, Le Goff, Gurevich, Renaudet, Gilson, e molti
altri» e passa a considerarne i metodi, soffermandosi poi sulla definizione di mistica e di mistico e a situarli nel contesto storico e naturale, sottolineando l’importanza di Gerson e
di Lefèvre d’Étaples.
Il capitolo I dà la situazione storica. In politica, il conflitto micidiale fra Armagnac e Borgognoni, il passaggio della Francia agli Inglesi fino
all’arrivo di Giovanna D’Arco, di cui Gerson fa l’apologia. In religione, il concilio di Costanza, che proclamò la supremazia dei concili sui papi e condannò al rogo Giovanni Huss
e Gerolamo da Praga. In filosofia e teologia, il persistere, molto dopo Duns Scoto e Guglielmo d’Occam, del clima conflittuale fra le tendenze platonica ed aristotelica, anche in seno
alla Sorbona. Infine, l’autrice traccia le tappe principali della vita di Gerson.
Nel capitolo II viene messo l’accento – nella prospettiva storico-teologica –
sull’aspetto diacronico del pensiero mistico, a partire dal cristianesimo primitivo, passando per la patristica, sant’Agostino, Gregorio Magno, il Medioevo, san Bernardo, Guglielmo di
Saint-Thierry, san Bonaventura, san Tommaso d’Aquino, Raimondo Lullo...
Nei capitoli che seguono viene trattato l’aspetto sincronico. In primo luogo, la mistica del Nord
(capitolo III). La mistica domenicana renana: Meister Eckhart – in cui non viene trascurata la controversa questione dei possibili influssi eretici dei Begardi e delle Beghine, dei
Fratelli del Libero Spirito e della spiritualità renano-fiamminga rappresentata da Margherita Porete – Tauler, Suso; Ruysbroeck e la critica di Gerson; la Devotio moderna (Groote,
Imitatio Christi, ecc.) e la sua relazione con la posizione di Gerson.
Nel capitolo IV, l’attenzione dell’autrice è rivolta all’influsso del Sud (l’Italia) ed ai complessi
rapporti fra l’umanesimo delle due nazioni, culminanti in una rivalità talora aspra.
Il capitolo V è interamente dedicato all’opera spirituale di Gerson.
Gli ultimi due capitoli hanno per oggetto il circolo di Meaux e l’eredità spirituale di Gerson.
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48,00
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220
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Reyor, J., Pour un aboutissement de l’œuvre de René Guénon; riedizione in volume degli studi pubblicati da J. Reyor nelle riviste Études Traditionnelles e
Le Symbolisme
III – L’Ésotérisme Chrétien,(1991), pp. 232.
Quest’opera è la raccolta degli studi apparsi (a firma di
Reyor o suo pseudonimo), dal 1950 al 1970, sulle riviste Études Traditionnelles e Le Symbolisme. Inserendosi di diritto nel solco dell’opera di Guénon, gli articoli
costituiscono un notevole esempio, debitamente documentato ed argomentato, che prosegue opportunamente le opere e gli studi dello stesso Guénon in merito all’esoterismo cristiano.
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26,00
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417
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Reyor, Jean, A compimento dell’opera di René Guénon – Studi sull’esoterismo cristiano. (In italiano), (2002), pp. 272.
Il presente volume è il terzo della serie che riunisce studi ispirati all’opera di
René Guénon. Il loro autore, Jean Reyor (1905-1988) è stato, dal 1932 al 1960, la persona di fiducia di Guénon per assumere la direzione della redazione di Le Voile d’Isis e di
Études Traditionnelles. Questa raccolta comprende gli studi (a firma di Jean Reyor o di uno dei suoi pseudonimi) apparsi fra il 1950 ed il 1970 sulle riviste Études Traditionnelles e Le
Symbolisme. Gli argomenti presentati, imperniati sull’esoterismo cristiano, prendono le mosse da talune tracce rilevabili fin dagli albori del Cristianesimo come anche in epoche
successive, in particolare in collegamento con i Templari, Dante, Dürer, il Rinascimento. Nel volume viene ampiamente trattato il fatto che l’esoterismo cristiano è basato
essenzialmente su quello ebraico e sui metodi ermeneutici tradizionali direttamente derivati dal Giudaismo, in particolare quelli messi in luce nel XIII secolo dalla cosiddetta corrente
cabalistica. Oltre ad alcune questioni relative all’Ordine del Tempio ed al suo “nucleo” esoterico, l’Ordine del Graal, vengono presentati chiarimenti e precisazioni anche in
merito alla Fede Santa, ai Fedeli d’Amore, al Rosicrucianesimo, ai Cabalisti cristiani del Rinascimento.
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25,00
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170
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Salzani, S. – Zoccatelli, P.L., Hermétisme et emblématique du Christ dans la vie et l’œuvre de Louis Charbonneau-Lassay,
(1995), pp.180, 16 tavole fuori testo.
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21,50
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137
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Schuon, F., Christianisme/Islam. Visioni di
ecumenismo esoterico. Il volume raccoglie una serie di saggi
legati da molteplici fili dottrinali e metodologici. Viene così affrontato il problema del significato intrinseco della liturgia e della sua incidenza in una vita rivolta alla sacralità, mentre è dedicato uno studio particolare sulle grandi confessioni cristiane in quanto espressione di possibilità realizzatrici diverse. Di particolare interesse la terza parte del libro, dove ci si addentra nella prospettiva islamica, con un confronto più diretto fra Cristianesimo e Islam. (1981), pp. 216.
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27,00
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273
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Souverain, J., Lettre a Monsieur *** touchant l’apostasie. Testo curato da Sylvain Matton. Presentazione di Élisabath Labrousse.
Documento rimasto inedito - importante per la storia del
protestantesimo - dell’autore del Platonisme dévoilé (1700).
Pastore riformato, Jacques Souverain fu costretto a rifugiarsi in Inghilterra. Il suo sogno di una religione ecumenica e la sua critica dei Padri della Chiesa che avrebbero male interpretato Platone, si ispirano al socinianesimo e, in particolare, all’antitrinitarismo.(2000), pp. 144.
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14,50
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171
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Thomas, E., Histoire de l’antique cité d’Autun. Études d’archéologie traditionnelle par Mgr.Devoucoux. (1992), pp. 512, 94 illustrazioni nel testo e 1 tavola fuori testo.
È stata scoperta nelle opere di Virgilio e di Dante
un’architettura segreta. Monsignor Devoucoux ci mostra che vi è in una certa architettura occidentale un testo nascosto. Facendo corrispondere i valori numerici delle forme
geometriche a delle lettere, ci svela un linguaggio occultato nella pietra.
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41,50
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155
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Thomas, J., Divine Proportion & l’Art de la Géométrie (La). Études de Symbolique chrétienne. (1993), pp. 240, con illustrazioni.
Quest’opera mostra come gli elementi di base della Geometria
costituiscano in realtà simboli perfettamente adeguati di certi aspetti della Verità una, immutabile ed eterna. In particolare, il libro stabilisce in modo rigoroso che la Divina
Proporzione e la Serie di Fibonacci sono infatti l’espressione, in forma
quantitativa, di relazioni di ordine qualitativo in divinis ai più alti gradi della Metafisica, dell’Ontologia e della Cosmologia.
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22,00
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488
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Jacques Thomas, La signification symbolique de la Visitation, Archè Milano, 2005, Pgg. 128.
I Vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento hanno conservato la loro
“letteralità” originaria, dopo che il Cristianesimo esoterico iniziale è divenuto una religione rivolta a tutti indistintamente. Stando così le cose, è sempre possibile
appoggiarsi sulla “lettera” invariata di tali scritti per ritrovarvi i significati spirituali di natura specificamente esoterica che non hanno cessato di avere. È inoltre sempre
possibile, almeno in linea di massima, studiare i testi come facevano i primi cristiani, da un punto di vista simbolico, ed acquisirne una conoscenza non solo “teorica” o
“speculativa”, bensì “effettiva” delle realtà spirituali cui dà accesso la Via cristiana. Quest’opera ha per oggetto l’interpretazione secondo il punto di vista
“simbolico”, del passo del Vangelo che riporta la Visitazione, per via della quale Maria, che porta Dio in sé, fu provvidenzialmente la causa della venuta dello Spirito Santo in
Elisabetta e nel suo figlio, Giovanni il Precursore.
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16,00
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Thomas, J., Temps roi des rois, image mobile de l’éternité (Le).
Questo libro dell’autore de La Divine Proportion & l’Art de la Géométrie comincia
col precisare i gradi metafisici e cosmologici dei diversi ordini di realtà, a partire dal Principio supremo; esamina poi la natura del Tempo e dell’Eternità ed i loro livelli
gerarchici nel contesto universale. L’opera
si conclude con lo studio di alcune applicazioni contingenti dei principi generali associati al Tempo ed all’Eternità. (1999), pp. 272 con illustrazioni.
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30,00
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Viseux, D., L’apocalisse — Il suo simbolismo e la sua visione del mondo.
L’Apocalisse di San Giovanni è uno dei testi tradizionali più
rappresentativi della tradizione occidentale, ma anche fra quelli di più ardua comprensione. L’Autore, trascurando volutamente le interpretazioni
convenzionali e le facili profezie, esamina la ricca messe di simboli cogliendo sorprendenti analogie non solo con gli scritti canonici dell’Antico e del Nuovo Testamento, ma anche
con Testi Sacri dell’Islam (Corano) e del giudaismo (Zohar), con Testi Apocrifi (Libro di Enoch, Apocalisse di Elia) ed Opere Gnostiche (Pistis Sophia). Prendendo spunto dalla teoria dei cicli cosmici (i Manvantara
della Tradizione Indù e i quattro Yuga o età del mondo), l’Autore prospetta una visione cosmogonica ed escatologica del mondo, proponendo altresì numerose riflessioni sui
‘segni dei tempi”. 2001 , pp.248, con illustrazioni.
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25,82
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Viseux, D., Apocalypse (L'), son symbolisme et son image du monde. (1985), pp.214, con illustrazioni.
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26,00
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Zoccatelli, P.L., Le lièvre qui rumine.
Negli anni 1925-1927, René Guénon collaborò regolarmente alla rivista cattolica Regnabit,
resa celebre dai
lavori di Louis Charbonneau-Lassay: scaturì in tal modo un’amicizia ed una stima reciproca fra questi due autori. Il presente volume è stato realizzato grazie allo spoglio ed allo studio di numerosi archivi inediti, di cui ne viene pubblicata una parte. Inoltre, l’opera ripropone la problematica dell’esoterismo cristiano, soffermandosi in particolare sulle “misteriose” confraternite del Paraclito e della Estoile Internelle,
sorte alla fine del Medioevo, con cui Charbonneau-Lassay fu in contatto a partire dagli anni Venti. Il ricco apparato documentario contenuto nel volume,
in particolare gli Statuti e le preghiere della ratellanza dei Cavalieri del Paraclito, non mancherà di rispondere alle attese del lettore interessato alla storia, alle forme e all’attualità dell’esoterismo occidentale.(1999), pp. 152.
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18,50
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