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Opere edite dalle Edizioni PiZeta ed altre distribuite disponibili (Prezzi in Euro, IVA inclusa)
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CODICE
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AUTORE, TITOLO, SOGGETTO
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PREZZO €
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101
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Adumbratio Kabbalæ Christianæ. Traduzione francese, (1974), pp. 256.
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23,00
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187
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Livre Bâhîr (Le) (Sepher ha-Bâhîr). Introduzione, traduzione e note di N. Séd, (1988), pp. 248.
Quest’opera, di cui non si conosce né l’autore né la data di apparizione, è il
primissimo scritto appartenente alla letteratura della Cabala e ne sviluppa i grandi temi: mistica delle lettere, migrazione delle anime, sistema delle Sefirot, combinazioni dei
Nomi divini, procedura per le preghiere, meditazioni sulla creazione del mondo e sul mistero della Mercabah.
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34,00
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188
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Livre d’Hénoch (Le), Tradotto dall’etiopico da F. Martin, (1975), pp. 470.
Preceduto da un’ampia introduzione, il libro rievoca l’unione dei “Figli di
Dio” con le “figlie degli uomini”, da cui nacque la stirpe dei giganti, e descrive il viaggio ultramondano compiuto da Enoc sotto la guida dell’Angelo Uriel. Fra le visioni
di Enoc, impressionante quella in cui è detto che fra i segni della consumazione dei tempi vi sarà il volo di carri da guerra, guidati da uomini, che arrecheranno offesa dal cielo
alla terra.
Monumento dell’antica mistica angelologica ebraica, l’opera integra l’antica
tradizione apocalittica relativa alla figura di Enoc, dandogli una dimensione nuova, compatibile con la tradizione rabbinica.
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52,50
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512
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Benzimra, André - Légendes cachées dans la Bible. Ètudes de Kabbale maçonnique - Archè Milano, 2006 , Pgg. 208
Légendes cachées dans la Bible è un’opera a tre chiavi di lettura. Innanzi tutto dimostra che oltre alla cabala
ebraica e cristiana ne esiste anche una massonica. Gli studi qui presentati si prodigano a illustrare questa disciplina misconosciuta.
In secondo luogo, l’autore dimostra l’esistenza di leggende nascoste nella Bibbia e la possibilità di ricostruirle confrontando il testo sacro con le tradizioni e i simboli massonici.
Infine, l’opera delinea una galleria di ritratti (Tubalcain, Hiram, Salomone, Noè, Shaddai) ognuno dei quali potrebbe divenire il modello o l’ideale di vita di un Libero Muratore.
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21,00
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199
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Dee, J., Monade Hiéroglyphique (La), mathématiquement, magiquement, kabbalistiquement et analogiquement expliquée, (1975), pp. 64.
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11,50
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407
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Fabre d’Olivet, Antoine, Lingua ebraica restituita (La). (2002) , pp. 700 circa.
Antoine Fabre d’Olivet è a tutt’oggi conosciuto solo dai cultori di teosofia,
esoterismo, massoneria. Le ragioni di ciò si trovano, in parte, nel complesso percorso della sua vita, da rivoluzionario a teosofo. Nato a Ganges (Linguadoca) nel 1767 – figlio di un
ricco commerciante – divenne giacobino, scrisse opere rivoluzionarie e, sembra, ebbe contatti anche con anarchici. Convertitosi alla teosofia di antica tradizione in seguito ad un
incontro “miracoloso” con una donna (che egli chiama Egeria Teofania), fondò un nuovo culto, la teodossia universale. Morì per un colpo apoplettico, nel 1825. Scrittore prolifico,
tra le opere che ci sono pervenute, ricordiamo: Génie de la nation (1780), Le 14 de juillet 1789 (1789), Sage de l’Indostan (1796), Lettres à Sophie sur l’Histoire (1801), Le
Troubadour, poésies occitaniques du XIII siècle (1803-1804), Les Vers Dorés de Pythagore (1813). Fra quelle rimaste a lungo inedite: Théodoxie universelle, Mes Souvenirs, La Vraie
Maçonnerie et la Céleste Culture. La Lingua ebraica restituita, pubblicata in Francia nel 1815-16, è composta dalla grammatica, dal vocabolario dei radicali, dalla traduzione dei primi
dieci capitoli del Sepher di Mosè (Genesi) e da copiose note storico-critiche. In essa l’autore riprende e dà corpo alle “fantasticherie” di studiosi precedenti: dal Kircher, al
Leclerc, al Fréret, al Court de Gébelin.
La Lingua ebraica restituita è un capolavoro di archeologia linguistica che pone
domande su tutto il nostro patrimonio culturale e, per quello che implicava, fu subito messa all’indice dalla Chiesa, che ne impedì in tal modo la diffusione. L’opera offre infatti
una rivisitazione a più livelli, tutti del massimo interesse, dalla filologia e dalla linguistica alla teosofia, tanto più che lo stesso Fabre d’Olivet, proprio a partire da questo
lavoro di archeologia linguistica pervenne alla sua teodossia universale.
Oggi, ristampata a distanza di oltre vent’anni dalla prima pubblicazione in Italia e
in volume unico (in luogo degli originari tre tomi), l’opera vuole essere un contributo all’approfondimento di quella linea di ricerca che indaga sulla presenza della tradizione
ebraica nella tradizione culturale occidentale. Basti pensare al peso determinante nella nostra storia di pensatori quali Spinoza, Marx, Freud, Einstein, Kafka, Walter Benjamin, Fromm,
per renderci consapevoli della necessità di questa “apertura”.
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50,00
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221
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Gaffarel, J., Profondi misteri della Cabala divina. (1999), pp. 112.
Jacques Gaffarel (1601-1681), dottore in teologia e in diritto canonico, bibliotecario
del Cardinale Richelieu; dotto orientalista, spirito esoterico versatissimo nella cabala e nelle scienze occulte.
“…questo trattato prepara allo studio dei testi sacri, attira verso queste
ricerche gli spiriti che ancora ignorano ogni esegesi cabalistica, dimostrando loro … che vi sono misteri nella Torah, che esiste una scienza di questi arcani …” (Dr. Marc
Haven).
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9,30
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308
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Gaffarel, J., Profonds mystères de la cabale divine, (1975), pp. 120.
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15,00
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416
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Giovanni, abate di Ford, Sermoni sul Cantico dei Cantici. (2002), pp. 288.
Giovanni di Ford fu un personaggio di rilievo nella Chiesa anglonormanna e
dell’Ordine cistercense del secolo XII. Nato intorno al 1140, divenne abate nel 1175; lo troviamo poi vescovo di Worchester nel 1180 ed infine arcivescovo di Canterbury nel 1184.
Giovanni è scrittore raffinato ed efficace, e la sua opera s’inscrive sapientemente ed umilmente nella tradizione di Bernardo. Da buon cistercense, l’abate di Ford altro non vuol
essere se non un buon operaio della vigna divina. Giovanni insiste sull’interpretazione del Cantico come espressione dell’amore fra Cristo e l’anima del fedele. “Chi è la sposa?
E’ l’anima assetata di Dio”. Un’immagine e un messaggio che ci fanno sentire intera e intatta la forza universale del messaggio di Salomone, che negli autori dell’Ordine
cistercense ha trovato i suoi esegeti più amorosi e attenti
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17,00
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201
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Halbronn, J., Monde Juif et l’Astrologie (Le). Uno studio esaustivo e
solidamente documentato su questo argomento poco conosciuto, (1985), pp. 500 con 59 illustrazioni fuori testo e 20 illustrazioni nel testo.
Jacques Halbronn, che aveva già consacrato un’opera alla questione – Le Livre
des Fondements Astrologiques – di Abraham Ibn Ezra, propone qui un vastissimo panorama dei legami che uniscono Astrologia e Giudaismo, dalle posizioni più favorevoli a quelle che vogliono radicalmente e totalmente separare i due approcci come incompatibili.
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66,00
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144
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Issa’char (Rabbi), Commentaire sur le Cantique des Cantiques. Tradotto
da René Philipon e seguito da un commento del Dr. Marc Haven, (1979), pp. 68.
Il libro (attribuito a Rabbi Issa’char Baer, vissuto a cavallo fra il XVI e il XVII
secolo), fu edito per la prima
volta a Praga nel 1610-11. Le asserzioni di Rabbi Issa’char si dispiegano tutte sul piano allegorico, ed è compito dello studioso decifrarne i significati, come è del resto indicato nell’introduzione, a proposito del quadruplice significato racchiuso nei testi sacri in genere e nel Cantico dei Cantici in particolare: letterale, allegorico, simbolico, anagogico.
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11,00
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105
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Khunrath, H., Amphithéâtre de l’éternelle sapience, (1990), pp.
242, con illustrazioni, tiratura limitata, traduzione di E. Grillot de Givry.
Opera fra le più preziose per lo studio dell’Alta Cabala e dell’Alchimia.. Questa
pubblicazione, con commentari delle
dodici tavole, costituisce l’opera simbolica di Khunrath; essa descrive i misteri dell’ascensione dell’anima sulla scala dell’Iniziazione, insegnando la sublime grandezza della Verità ed anche la sua spaventosa semplicità.
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47,50
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304
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Mandel, A., Messia Militante (Il) ovvero La Fuga dal Ghetto. (1989), pp. 280.
È la storia incredibile dell’ascesa e della caduta di Jacob Frank, di sua figlia
Eva e di suo cugino Junius Frey, membro della setta massonica dei “Fratelli Asiatici”. L’Autore dapprima traccia un quadro magistrale della situazione degli Ebrei polacchi,
del “Misticismo del ghetto”, dello Hassidismo, nonché delle
attese messianiche, rinnovate dopo l’avventura di Sabbatai Zevi. Passa poi a narrare la storia di Frank, della sua conversione strumentale all’Islam, poi al Cristianesimo; espone quindi la sua dottrina mistica e politica (“Sesso rituale”, “Sionismo senza Sion”, “Militarismo messianico”), nonché la sua filiazione negli Stati Uniti e altrove.
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18,00
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194
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Mandel, A., Messie Militant (Le) ou La Fuite du Ghetto. La storia di Jacob Frank e del movimento frankista, (1989), pp. 536. L’edizione francese comprende inoltre Histoire de
l’Ordre des Frères de Saint Jean l’Evangéliste d’Asie en Europe, inedito di F.J. Molitor.
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34,00
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290
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Postel, G., Chiave delle Cose nascoste (La), (1973), pp. 128, con 1 tavola.
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9,00
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136
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Postel, G., Clef des choses cachées (Absconditorum clavis), (1975), pp. 106.
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13,50
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180
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Reuchlin, J., Kabbale (La) (De arte cabalistica). Introduzione,
traduzione e note di F. Secret. Nuova edizione ampliata con quattro indici ed il facsimile dell’edizione originale latina, (1995), pp. 544.
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50,50
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Reyor, Jean, A compimento dell’opera di René Guénon – Studi sull’esoterismo cristiano. (In italiano), (2002), pp. 272.
Il presente volume è il terzo della serie che riunisce studi ispirati all’opera di
René Guénon. Il loro autore, Jean Reyor (1905-1988) è stato, dal 1932 al 1960, la persona di fiducia di Guénon per assumere la direzione della redazione di Le Voile d’Isis e di
Études Traditionnelles. Questa raccolta comprende gli studi (a firma di Jean Reyor o di uno dei suoi pseudonimi) apparsi fra il 1950 ed il 1970 sulle riviste Études Traditionnelles e Le
Symbolisme. Gli argomenti presentati, imperniati sull’esoterismo cristiano, prendono le mosse da talune tracce rilevabili fin dagli albori del Cristianesimo come anche in epoche
successive, in particolare in collegamento con i Templari, Dante, Dürer, il Rinascimento. Nel volume viene ampiamente trattato il fatto che l’esoterismo cristiano è basato
essenzialmente su quello ebraico e sui metodi ermeneutici tradizionali direttamente derivati dal Giudaismo, in particolare quelli messi in luce nel XIII secolo dalla cosiddetta corrente
cabalistica. Oltre ad alcune questioni relative all’Ordine del Tempio ed al suo “nucleo” esoterico, l’Ordine del Graal, vengono presentati chiarimenti e precisazioni anche in
merito alla Fede Santa, ai Fedeli d’Amore, al Rosicrucianesimo, ai Cabalisti cristiani del Rinascimento.
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25,00
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277
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Sabbathier, E., Ombre idéale de la sagesse universelle (L’). Prefazione
di F. Secret, (1998), formato album (cm. 21 x 29,7), pp. 64 di cui 48 riproducenti le 24 tavole del 1679.
“Opera rarissima di alta mistica e di Cabala cristiana, composta da padre
Sabbathier, originario del Berry, predicatore cappuccino, e curata da padre Francesco Maria, dello stesso ordine. […]. L’Ombre idéale de la sagesse universelle costituisce un
trattato singolarissimo e di sapore mistico personalissimo. Tratta della Teosofia scolastica nel vero senso della parola” (Stanislas de Guaita, citato in Caillet, 9731).
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17,00
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252
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Schwab, M., Vocabulaire de l’Angélologie, secondo i manoscriti ebraici della Bibliothèque Nationale, (1990), pp. 320.
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35,50
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181
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Secret, F., Kabbalistes chrétiens de la Renaissance (Les). Nuova
edizione aggiornata ed ampliata, (1985), pp. 450, con 15 tavole fuori testo.
In quest’opera F. Secret propone un panorama della Cabala dal Quattrocento, quando
Pico della Mirandola ne lanciò la
moda, fino all’epoca in cui Padre Mersenne tentò di mandarla in frantumi. È un mondo di personaggi spesso notevoli, dimenticati dal grosso pubblico colto, che fa la sua comparsa con i Pico della Mirandola, i Reuchlin, cattolici o riformati, eruditi o ciarlatani.
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49,00
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418
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Thomas, Jacques, Aperçus sur l’ésotérisme de l’histoire d’Abraham. (2002), pp. 164.
Il libro riunisce una serie di studi inerenti ad alcuni aspetti simbolici ed esoterici
della storia di Abramo come raccontata dalla Genesi e da altre tradizioni antiche. Le fonti a cui attingono questi saggi, oltre alla Genesi, sono essenzialmente lo Zohar, il Pirqe di
Rabbi Eliezer, i Lieux communs cabbalistiques di Knorr von Rosenroth ed i trattati di Filone d’Alessandria. Il corso della vita di Abramo simboleggia la sua realizzazione spirituale a
partire dalla modalità corporea.. I differenti stadi di questo processo sono contrassegnati, in particolare, dai diversi gradi di posterità che gli furono promessi, e sono scanditi dai
numeri simbolici delle corrispondenti età di Abramo. I cambiamenti di nome da Abramo in Abraham e di Sarai in Sarah, simboleggiano il superamento di un grado iniziatico importante. La
prefazione dell’opera presenta un sunto dei fondamenti dottrinali della Cabala, al fine di facilitare la comprensione di termini, espressioni e tecniche ermeneutiche della tradizione
cabalistica.
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17,00
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159
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Veneto, G. (Francesco Zorzi, detto Giorgio Veneto), Elegante Poema & Commento sopra il Poema (L’). Opera inedita di Giorgio Veneto. Introduzione, note e indice di J.-F. Maillard (C.N.R.S.). Testo in italiano e apparato
critico in francese. (1991). Un volume di cm. 17,5 x 24,5 di 888 pagine (di cui 8 fuori testo). Tiratura limitata a 500 esemplari numerati.
in brossura
rilegato
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183,00
194,50
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244
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Vital, Hayyim, Traité des Révolutions des Âmes (Sepher ha-Gilgulim) d’après Isaac Luria. Con un’introduzione di F. Secret, (1987), pp. 496. Sola traduzione integrale esistente.
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40,50
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